11.11.2019 Il diario di Q.

di Michele Dello Spedale Venti

Tempo di lettura: 3 minuti

11.11.2019

Leggevo qualche tempo fa un articolo (qui) che parlava del tasso di suicidi tra uomini, più alto rispetto a quello delle donne, a causa dell’ossessione per la “virilità”.
Ossessione che gli uomini stessi imputano alle donne, in quanto quegli “standard” maschili sono, secondo loro, quelli che piacciono alle donne e quelli che permettono il successo. Standard fisici e caratteriali, di comportamento. 

“L’uomo fa questo, l’uomo fa quello, un uomo vero è così, o cosà… ‘

Penso che ognunə di noi conosca queste frasi a menadito. E non solo gli uomini, ma anche le donne.

Ritornando però sulla questione “uomini”, la cosa divertente è che a fare le regole del gioco sono stati proprio loro. Salvo, poi, non vedere come il gioco sia loro sfuggito di mano.
Gli uomini gay, ad esempio, hanno messo in discussione lo standard della maschilità. Il sesso anale tra uomini lo ha messo in discussione. 

Ma anche tra uomini gay questo gioco si è rotto subito (no, non quello del sesso anale). Basti guardare i profili Grindr (ndr: chat di incontri per uomini gay) e leggere quanti profili abbiano sigle come “MxM” (complicatissima moltiplicazione della quale non ho mai capito il risultato), o frasi di profilo come “Maschili sono le lesbiche, io cerco maschi”. Insomma, nel mondo omosessuale è stato ripreso a tema e nemmeno messo in discussione il concetto di virilità, o di mascolinità in sé, escludendo tutti i non-conformi.

Per non parlare degli standard fisici di cui si fanno portatori: standard inarrivabili e poco realistici, che, anche in questo caso, creano aspettative su tutti gli altri. Aspettative realizzabili solo a costo di enormi sacrifici (economici e non solo), per avere in cambio cosa? L’illusione della desiderabilità, e poco altro.

Ed eccomi arrivare al punto (e tornare al punto dell’articolo di cui sopra).

Tutte queste aspettative, culturali e sociali, gli uomini se le sono create da soli, in maniera autonoma. Il fine è presto detto: creare gerarchie. I maschi alfa, i maschi beta… Fino ai maschi omega. Una gerarchia della riproduzione e del sesso, di cui ovviamente si fanno portavoce i primi, e che produce, in tutti gli altri, sentimenti di frustrazione e risentimento. Peccato che questi sentimenti siano riversati verso il fronte sbagliato.

Nei meandri di internet esistono dei forum (4chan, ad esempio), che ospita tantissimi giovani uomini che si definiscono “incel” (che vuol dire “involuntary celibate”, ossia involontariamente celibi). Su questi forum molte delle discussioni vertono sull’odio verso le donne, le quali vengono designate come detentrici di potere in quanto sono loro a scegliere con chi avere rapporti.

Allo stesso modo danno ad altrɜ e a loro stessi dei punteggi su una scala da 1 a 10 che indica la desiderabilità sessuale, e ovviamente è consentito avere rapporti solo con persone che hanno lo stesso punteggio. 
Già questo appare abbastanza inquietante, se non fosse che a volte le discussioni sfociano in ambito suicida, o peggio, omicida. A volte queste persone arrivano a gesti estremi verso se stessi e verso ɜ altrɜ per cercare di rivendicare un loro posto nel mondo, o quantomeno, per uscire dalla realtà, spesso troppo dura e difficile da gestire.
Questi stereotipi, spesso, sono causa di femminicidi, in quanto l’uomo si vede negata l’autorità decisionale sulle proprie relazioni (autorità concessagli per nascita, evidentemente).

A mancare credo sia un esame di coscienza da parte di queste persone, e della società più in generale.

Se i comportamenti maschili stereotipati sono spesso tossici, a doverne pagare le conseguenze non credo debbano essere le donne, o i movimenti femministi. 

Questi ultimi, infatti, sono stati in grado e sono tutt’ora a lavoro per riuscire a garantire alle donne il diritto all’autodeterminazione. Il problema, però, non è e non dovrebbe essere l’autodeterminazione femminile, che respinge con forza le istanze maschili tossiche.

È necessaria, oggi, la re-invenzione della figura maschile, della “virilità”, questione di cui non possono farsi carico le donne. Dovrebbero essere gli uomini stessi a mettere in discussione tutta la sfera del maschile e a ri-creare una loro immagine, o forse, semplicemente, a distruggerla e lasciare lo spazio all’autodeterminazione del singolo. 

Per approfondire il tema vi lascio un video video che per me è stato illuminante.


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