22.02-2020 il diario di Q

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di Michele Dello Spedale Venti

Questo diario diventa sempre più impegnativo da tenere.
Il nostro Paese mi offre ogni santo giorno degli spunti per critiche ad personam e sistematiche, ma che risulterebbero sempre le stesse. L’eterno ritorno delle stesse critiche. Forse è necessario, ma diventerebbe molto noioso. 

Oggi, però, voglio sottolineare qualcosa di positivo.

Anche il settantesimo Festival di Sanremo è passato, ma questo mi ha dato modo di assistere a una delle performance più delicate e forti allo stesso tempo che mi è capitato di vedere ultimamente da artistɜ italianɜ.
Ovviamente sto parlando della performance di Achille Lauro, che in quattro giorni ci ha deliziato con outfit sempre più contorti. In questo pezzo non voglio addentrarmi nella pubblicità fatta a (e da) Gucci a tutto ciò (dopotutto, “We live in a society” – espressione tratta da un meme), ma voglio concentrarmi sulla potenza espressiva e performativa di Achille Lauro su quel palco, e in particolare sul duetto con Annalisa

Quella performance è già stata molto discussa da persone più in gamba e preparate di me, ma è stata già molto eloquente di per sé; se poi pensiamo alla performance e al testo della canzone di Mia Martini, Gli uomini non cambiano, tutto torna.
Per quanto Achille Lauro abbia dimostrato e dichiarato il fatto di non sentire suo il genere maschile (nella dichiarazione fatta anche sul suo profilo Instagram – @achilleidol), e nonostante abbia vestito i panni di Ziggy Stardust, nella società è e risulta comunque percepito come uomo. E questo, in una società patriarcale come la nostra, gli dà dei privilegi. O, per usare l’infelice espressione di Amadeus, lo autorizza a stare “un passo avanti” rispetto a qualcunə altrə.

La sua risposta è stata, invece, lo stare un passo indietro ad Annalisa per tutta la durata del pezzo. Non solo, tutti i ritornelli della canzone, che nel galateo dei duetti andrebbero cantati assieme, sono completamente dominati da Annalisa, e la voce di Achille Lauro, quando c’è, è sommessa, sussurrata, appena percettibile.

Insomma, in un testo come quello de Gli uomini non cambiano, in cui Mia Martini evidenzia tutte le “problematiche” (per usare un eufemismo) che nella società attanagliano ciò che è diverso dall’uomo, Achille ha lasciato che fosse Annalisa a evidenziarle e cantarle in faccia a un pubblico spesso sordo e muto rispetto a tutte queste dinamiche. Lui è rimasto buono, “un passo indietro a lei”, semplicemente perché pur accorgendosi di tutte queste dinamiche, non le vive in prima persona e non può far altro che, anche indirettamente e involontariamente, perpetrarle. 
L’unica cosa che gli rimane da fare, quindi, è stare indietro, lasciare spazio e tempo all’altra di esprimere il proprio dolore, la propria rabbia e tutto quello che normalmente non può o non riesce a esprimere.

Ha fatto tutto ciò che un uomo, che vuole realmente sostenere le cause femministe, LGBTQIA+, deɜ migranti e di tutte le altre minoranze dovrebbe fare. Sostenere e rimanere un passo indietro rispetto a esse, dando loro modo di esprimersi come meglio credono e desiderano, ascoltando le loro istanze e le loro motivazioni, sostenendole e non cercando di prevaricare anche in quegli ambienti.
Ed è una questione con la quale mi rapporterò personalmente domani. 
Unə amicə mi ha chiesto di aiutarlə a tenere un corso sulle questioni di genere per delle donne che andranno a lavorare come operatrici dei centri antiviolenza. 

Uscendo per un attimo dalla mia indeterminatezza, essendo un uomo, credo che tutto sarà molto diverso per quelle donne che parteciperanno, già solo perché io sarò lì presente. Se aggiungiamo che io terrò anche il corso, ho paura di stare troppo “avanti” rispetto a loro e alla persona che mi ha invitato a tenere questo corso insieme a lei.

Che fare? Seguirò l’esempio di Achille Lauro anche io. E inviterei tutti gli uomini a farlo, il più spesso possibile. 
Ascoltare e immedesimarsi, non rinchiudersi ognunə nel proprio orticello per mantenere e coltivare solo il proprio interesse. 
Chi fino a oggi è stato un passo avanti aɜ altrɜ, oggi, dovrebbe iniziare a stare un passo indietro e vedere cosa succede. Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo.


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