30.06.2019 Il diario di Q.

di Michele Dello Spedale Venti

Oggi mi va di farvi domande, e magari di parlare con qualcunǝ di voi rispetto a quello che sto per chiedere. Magari approfondendo qualcuna di queste tematiche nelle prossime pagine del mio diario, perché credo sia molto importante in questo momento storico fermarmi, fermarci a riflettere su quello che sta accadendo, e da qui ripartire verso quello che vorremmo fosse il nostro mondo.

Catania è stata casa mia per circa 7 anni, e lì ho fondato tempo fa un’associazione, Queers, ancora attiva e viva sul territorio.

Eravamo giovanɜ e non sapevamo ancora cosa stessimo facendo, ma ho scoperto che quest’anno ɜ mieɜ amicɜ hanno organizzato un bellissimo Pride. Lo hanno organizzato mettendoci dentro tutto ciò che secondo me, secondo noi, ci andrebbe messo.

Qualche giorno prima di una delle serate di autofinanziamento del Catania Pride 2019 è stato sgomberato il CPO Colapesce, l’ex Hard Rock Café nel quartiere Pescheria del brulicante centro catanese. Sgomberato in quanto posto occupato, così come vuole con tutti i posti occupati il nuovo bullo nazionale, vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. E chissà come mai con la sede occupata da CasaPound in centro a Roma non si muove una foglia.
Ma torniamo a noi. A pochi giorni dallo sgombero è stata indetta una manifestazione a supporto della comunità e dellɜ attivistɜ del Colapesce. Queers e il Catania Pride hanno supportato la manifestazione.

Questa breve storia vuole essere di spunto a una più ampia, dolorosa e annosa questione.

Ieri notte è stata arrestata Carola Rackete, non appena sbarcata a Lampedusa con la SeaWatch3. Ovviamente non è mancato il pronto tweet da parte del bullo (qui), oltre che commenti gratuitamente feroci (qui).

In queste ore, in questi mesi di governo apertamente fascista e sempre più restrittivo, che fa il forte con i deboli, dov’è il movimento LGBTQIA+?

A parlare e discutere con la Lega, come è successo a Genova qualche settimana fa (qui)?

A far sfilare nelle file del Pride aziende come JustEat e Deliveroo, che ogni giorno calpestano i diritti deɜ lavoratorɜ (qui) e a Giugno fa un po’ di pink(rainbow)-washing colorandosi di arcobaleno?

Addirittura ad autorizzare il carro del Movimento 5 Stelle a Milano, partito che ha preso tutta la sua sbandierata simpatia per i diritti della comunità LGBTQIA+ e l’ha letteralmente scaricata nelle fogne sia nella precedente legislatura, quando si doveva votare per la Stepchild Adoption in parlamento, sia in questa legislatura, governando assieme a dei dichiarati fascisti e appoggiandone qualsiasi misura anti-umanitaria?

Per non parlare delle dichiarazioni di ArciLesbica Nazionale nei confronti del Pride di Bologna qui.

Come già dicevo anche l’anno scorso (qui), desidero un altro Pride, un’altra lotta

Desidero un movimento che sia intersezionale, che dia voce a tutte le lotte e non solo a una, a quella del momento, o che si fermi a traguardi minimi, raggiunti per il rotto della cuffia e nemmeno del tutto stabili.
E desidero un Pride che sia altrettanto, senza aziende, senza barriere, senza confini.

E voi che mondo volete?

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