Generazione perduta di James Kent

di Salvatore
Di Venti

Titolo: Generazione perduta

Diretto da: James Kent

Anno: 2014

Prodotto da: Rosie Alison, David Heyman

Sceneggiatura: Juliette Towhidi

Tratto da: Testament of Youth di Vera Brittain

Dopo Seventh Son, Kit Harington e Alicia Vikander tornano a lavorare insieme in Generazione perduta, film tratto dal bestseller Testament of Youth, in cui la scrittrice Vera Brittain narra le esperienze vissute durante la prima guerra mondiale.

Un film dove fotografia e camera fanno da protagoniste, capaci di raccontare le atroci verità della guerra, ma non quelle vissute nei campi di battaglia, bensì all’interno dei cuori dei giovani che in qualche modo sono coinvolti nel brutale turbine della guerra e ne subiscono le potenti conseguenze.

La protagonista Vera Brittain è interpretata nel film da Alicia Vikander, giovane infermiera volontaria che  abbandona gli studi a Oxford per stare quanto più vicino ai propri cari, il fratello Edward, il fidanzato Roland e l’amico Victor partiti per la guerra.

Il primo impatto con alcune verità che la pellicola mette in luce è decisamente amaro, ne emerge infatti la subalterna condizione femminile in quel periodo e la scarsa considerazione delle donne, il padre di Vera per esempio considerava i soldi spesi per permetterle gli studi ad Oxford un cattivo investimento, in quanto avrebbe preferito un buon matrimonio per la figlia, come volevano le convenzioni sociali del tempo.
Ma tanto più amaro sarà vedere tutti quei giovani dire addio ai propri sogni e progetti per combattere una guerra non loro e che probabilmente resterà impressa per sempre come una cicatrice nei loro cuori.

“Quando scoppiò, la Grande Guerra non entrò nella mia vita come una tragedia di proporzioni straordinarie, ma piuttosto come un’esasperante interruzione dei miei progetti personali”.

A tanto dolore, strazio e immagini crudeli, si contrappone un filo di speranza nel vedere una giovane Vera Brittain salire su un palco per battersi non solo per i propri cari e per i propri connazionali, ma per tutti coloro che la guerra la vivono e la combattono, alzando la voce e gridando “NO!” a un ciclo di vendetta senza fine, incitando a restare uniti e dare un senso a tutte le morti che la guerra ha provocato cercando di non ricadere nello stesso errore.


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