Abolire il suffragio universale?

di Salvo Balistreri

Tutti noi, in qualche modo, in seguito a una sconfitta elettorale o a un risultato poco positivo, abbiamo pensato che il suffragio universale fosse sopravvalutato o, peggio, che sia la causa di molti problemi della nostra società.

A tutti noi sarà capitato di pensare “aboliamo il suffragio universale”, “il voto di quell’imbecille vale quanto il mio”, “se non conosci le cose non dovresti avere il diritto di votare”. Anche se ci definiamo democratici, anche se pensiamo di dover aiutare i più deboli e i meno istruiti.

Secondo il “fascistometro” di Michela Murgia, questo modo di pensare farebbe di noi dei fascisti. Ovviamente la scrittrice sarda ha voluto esagerare nel suo Istruzioni per diventare fascisti (leggi la recensione qui) ma, senza cadere in iperboli, pensare di negare il diritto di voto a qualcuno rende evidente la nostra parte poco democratica. Non è infatti possibile pensare a una democrazia dove a qualcuno sia impedito di esprimere la propria preferenza.
Tutti hanno diritto a una rappresentanza. E se la maggior parte del popolo è “terrapiattista”, la maggior parte dei suoi rappresentanti lo sarà. Essere democratici significa anche questo. Ovviamente una tale prospettiva fa rabbrividire, ma il compito di ognuno di noi, attraverso il dialogo e il dibattito, è evitare che tale ipotesi si avveri.

Ma chi decide cosa è giusto o sbagliato, intelligente o idiota? Siamo sicuri che a vedersi negato il diritto di voto non sarebbero proprio quelli che sostengono sia meglio limitare il suffragio?

Ognuno di noi ha certamente delle lacune su alcuni argomenti e ognuno di noi sarà imbecille per qualcun altro. Quando pensiamo di negare il diritto di voto a qualcuno perché inferiore a noi stiamo semplicemente facendo discriminazione.

Al giorno d’oggi combattere contro fake news e provocatori (troll) sui social è estenuante. Sembra quasi di combattere contro i mulini a vento e spesso capita di stancarsi e cedere, smettere di confrontarsi e rinchiudersi nella nostra bolla rassegnandoci a non esprimere il nostro pensiero. Ci schiantiamo contro la banalizzazione dei contenuti, degli slogan e delle frasi fatte. Se davvero pensiamo di sapere, dobbiamo essere in grado di fare lo sforzo di contrapporre alla banalità la semplificazione. Semplificare significa eliminare i contenuti superflui, banalizzare invece significa mantenere soltanto quelli.

L’idea di sapere cosa sia meglio per gli altri anche se loro non sono in grado di comprenderla è un’idea degna delle peggiori dittature. Il dialogo e il confronto sono fondamentali nella ricerca di una società migliore.

Questo atteggiamento è proprio quello che porta molti ad allontanarsi dai cosiddetti “professoroni”. Non bisogna togliere il diritto di voto, bisogna sottolinearne il profondo valore. Chi ha la conoscenza ha la responsabilità di condividerla con chi non ha avuto la possibilità o la capacità di ottenerla. Il dialogo e la divulgazione sono delle arti tanto nobili quanto difficili.

L’idea di una società dove possa votare soltanto chi è d’accordo con noi non è di certo una bella prospettiva. Si può essere liberi solo se tutti lo siamo. Più diritti per tutti significa più diritti per noi, meno diritti per tutti significa meno diritti per noi.

Lo stesso vale per qualsiasi diritto, negare la possibilità di votare a una porzione di popolazione non farà di noi cittadini con più diritti ma semplicemente dei privilegiati. Permettere a una coppia omosessuale di sposarsi non renderà l’unione eterosessuale meno importante. Negare la libertà non ci renderà più liberi.

Il problema non è il suffragio universale, il problema sono l’educazione e l’informazione, è necessario lottare per una scuola migliore che insegni anche il confronto, è necessario sostenere l’informazione libera e plurale.

Alcuni nostri pensieri possono farci paura, possono allontanarci dall’idea che abbiamo di noi stessi. Fanno parte dell’essere umano e far finta che non ci appartengano non ci permette di crescere e maturare. Governare queste pulsioni invece ci rende migliori, ci differisce dalle bestie. Ci rende umani!



Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: