Al cinema con Salvo: Coco

Lingua originale: inglese, spagnolo

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2017

Durata: 105 min

Rapporto: 2,35:1

Genere: animazione, avventura, commedia, drammatico, fantastico, musicale

Regia: Lee Unkrich, Adrian Molina (co-regista)

Crescere è forse la sfida più difficile, soprattutto in un mondo che rifiuta il diverso e che, invece di includere, tende sempre più a escludere. Oggi difficilmente si resta attaccati alle tradizioni, travolti dal vortice di euforia che la vita moderna crea ogni giorno.

Si avvicina il cosiddetto “giorno dei morti”, il giorno dedicato al ricordo dei defunti in cui si usa portare doni sulle tombe dei proprio cari.
Ma quanto è radicata oggi questa tradizione? Come viviamo oggi il ricordo dei cari scomparsi? Siamo ancora capaci di aprire il nostro cuore a emozioni e sentimenti tanto grandi? Riusciamo a trarre forza da queste sensazioni per inseguire un nostro sogno?

Forse una risposta a queste domande riuscirete a trovarla lasciandovi trasportare nei luoghi magici del Messico da “Coco”, il film d’animazione della Pixar, vincitore nel 2018 di due Premi Oscar. Come per Inside Out, con cui abbiamo capito che per crescere bisogna rinunciare a una parte di sé e maturare in qualcosa di più complesso, anche con questo altro capolavoro non possiamo fermarci a una visione superficiale, ma andare oltre per comprenderne il significato più profondo. Il film pone l’accento sul ricordo, facendo riflettere lo spettatore sull’importanza di non dimenticare le persone che amiamo, anche se queste non sono più con noi. Credo che l’unica cosa di valore in mezzo a tanta superficialità, in grado di dar luce ai nostri più grandi desideri, sia l’amore, la cui scintilla deve restare sempre accesa.

Con l’aiuto di Miguel, dodicenne messicano, la Pixar ci mostra quanto importante sia inseguire i propri sogni senza mai dimenticare le nostre origini e i nostri cari defunti. Miguel, protagonista del film d’animazione, per realizzare il suo sogno di diventare un grande musicista e nello stesso tempo aiutare un lontano parente a non essere dimenticato dai suoi familiari, si trova per una serie di eventi nella “terra dei morti”.
Non ci resta che partire per un viaggio nell’aldilà con gli occhi curiosi di un bambino e scoprire quali avventure riserva la sua ricerca delle origini e del diritto di continuar a far vibrare le corde della sua chitarra.

Potremmo definire le tradizioni come rituali volti a mantenere determinati atteggiamenti e a non dimenticare le nostre origini, a sostegno di sentimenti ed emozioni che dovremmo avere fortemente radicati dentro di noi. Vivere la vita nel rispetto delle nostre radici può certamente aiutarci a battere la nostra strada ogni singolo giorno, generando quelli che in futuro saranno ricordi di valore, ma aprirci al nuovo e perseguire testardamente i nostri sogni, anche attraverso la disobbedienza a regole che ci vanno strette, come il ribelle Miguel, è necessario per migliorarci e migliorare il mondo in cui viviamo.

Salvatore Di Venti

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