Al cinema con Salvo: Dunkirk

Paese di produzione: Regno Unito

Anno: 2017

Durata: 106min

Genere: drammatico, guerra, storico

Regia: Christopher Nolan

L’evacuazione di 400.000 soldati inglesi da Dunkirk  dalla costa di una Francia oramai totalmente controllata dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, ecco cosa ci presenta il  fantastico matrimonio tra le colonne sonore di Hans Zimmer e la regia di Christopher Nolan aggiudicatosi 8 nomination all’oscar portandone  a casa solo tre, l’oscar per il miglior montaggio, quello per il miglior sonoro e per ultimo l’oscar al miglior montaggio sonoro.

Il film si apre velocemente con il tentativo di fuga di alcuni soldati britannici verso le spiagge di Dunkirk, teatro ormai di bombardamenti nemici, e vaste macchie di soldati in attesa delle navi che li riporteranno in patria; improvvisamente si passa ad un’inquadratura dall’alto, dalla prospettiva di un aereo tedesco pronto ad attaccare, per poi passare all’utilizzo di tre diversi punti di vista che aiuteranno il pubblico ad analizzare meglio il racconto. Il primo punto di vista è quello del soldato di fanteria inglese Tommy, interpretato dall’attore Fionn Whitehead, e dei suoi tentativi per non rimanere bloccato in quel’ inferno di sabbia che era la spiaggia di Dunkirk, continuamente sotto bombardamenti; l’attenzione viene poi spostata sul signor Dawson (Mark Rylance) proprietario di una piccola imbarcazione deciso a partire verso Dunkirk, dopo aver risposto positivamente alla richiesta da parte della Royal Navy che utilizzò centinaia di imbarcazioni civili per evacuare i soldati inglesi dalle spiagge francesi. L’ultimo punto di vista è quello dall’alto, infatti la storia viene ora raccontata da parte dei piloti inglesi: il caposquadra, Farrier e Collins che a bordo dei loro Spitfire si dirigono verso Dunkirk per offrire supporto aereo alla fanteria, cercando di limitare le vittime della Luftwaffe.

Lo scontro vero e proprio vede però come protagonista un nemico privo di uniforme e non visibile agli occhi che alberga dentro ognuno di quei soldati in difficoltà,definito da loro stessi “la paura che ti preme le budella”, mostrato in quella che è sicuramente la condizione più difficile da sostenere, la fuga. Questa paura viene amplificata dalla presenza dell’orologio, che determina lo scorrere inesorabile del tempo e l’avvicinarsi del nemico in carne ed ossa tanto da sentirne la presenza anche senza vederlo, elementi che spogliano il soldato dalla propria uniforme e da tutte le regole morali che essa stessa gli impone rendendolo quasi come un bambino che non vuole altro che tornare a casa.

A questo punto l’indicatore di ansia del pubblico tende a segnare il massimo aspettandosi dal nostro caro Nolan che esca improvvisamente un super eroe a rimettere l’ordine dando una bella lezione ai cattivoni. No, non salterà fuori nessun super eroe, ma sicuramente emerge in ogni caso la presenza di un super potere quello che difficilmente noi tutti desideriamo, anche se forse è quello più raggiungibile, identificato con il nome Patriottismo. A riconoscere questa grande virtù è proprio uno dei comandanti  bloccati a Dunkirk quando allo scorgere le centinaia di imbarcazioni civili sopraggiunte per evacuarli, afferma di vedere in esse la patria .

Quelle uniformi che hanno cucito sopra le parole “coraggio, onore e rispetto” non devono far dimenticare che all’interno di esse vi sono uomini che hanno fin da piccoli scolpito nel cuore la parola Casa.

Salvo Di Venti

Dunkirk-Manifesto

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