Al cinema con Salvo: La forma dell’acqua

Titolo originale: The Shape of Water

Lingua originale: inglese, russo, ASL

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2017

Durata:123 min

Rapporto 1,85: 1

Genere: fantastico, sentimentale, avventura, drammatico

Regia: Guillermo del Toro

 

Baltimora, Anni ’60, scarsa tolleranza per quella che viene ritenuta diversità, sono le tele su cui Guillermo del Toro decide di dipingere la favol(a)osa storia d’amore tra Elisa Esposito (Sally Hawkins) ed una creatura anfibia dall’aspetto umanoide interpretato dal camaleontico attore Doug Jones. Un amore da oscar visto quelli ottenuti come miglior film, miglior regista, migliore scenografia e migliore colonna sonora.

Uno stretto corridoio che si stringe sempre di più, trascina il pubblico dentro due appartamentini tanto diversi ma con tanto in comune, con delle caratteristiche che, oserei dire,  li portano ad essere considerati diversi dai comuni appartamenti senza un’anima. In uno vi abita il bizzarro Giles (Richard Jenkins) e nell’altro il mutismo di Elisa Esposito. Con una geniale sequenza scenica il regista ci mostra le buie abitudini dei due, vissute con meticolosa precisione e angosciante solitudine. Nel corso del film apparirà anche una terza abitazione quella“senza anima” del violento colonnello Strickland (Michael Shannon) l’uomo che oggi tutti invidierebbero, due figli, una moglie bionda e bellissima e un lavoro che gli concede autorità e prestigio. Nonostante ciò durante tutto il film emerge quanto insoddisfatto fosse il nostro colonnello, quanta insicurezza nascondesse quella sua rigidità e quanto fosse attratto da Elisa che lo respinge costringendolo a sfogare le proprie perversioni con la moglie.

Lo stupore iniziale per l’amicizia tra Giles ed Elisa, ma  anche per quella con l’esuberante Zelda (Octavia Spencer), collega di lavoro di Elisa; svanisce quando Del Toro decide di far entrare in scena una misteriosa creatura, oggetto di studi e di maltrattamenti da parte del colonnello, e di forte interesse da parte di Elisa che subito se ne innamora, suscitando tristezza per  quella che viene descritta come l’unica opportunità della ragazza di trovare un amore nella sua vita che abbia le sue stesse caratteristiche costringendola a vivere lontana dal mondo reale.

Ma che razza di regista è Guillermo del Toro? Ma come fanno a dire che sia un bel film se sono tutti dei colonnello Strickland?  Ma a cosa si sta rifacendo? Forse al detto “nuddu si pigghia si nun s’assumigghia”? Le risposte alle mie stupide domande arrivano quando, da disfattista, davanti uno specchio mi analizzo profondamente, ed eccomi improvvisamente d’accordo con Del Toro e le sue intenzioni di portare gli  spettatori a rispecchiarsi in ciò che nel film hanno sentito più vicino a loro stessi, nella storia d’amore, chi nelle difficoltà di Elisa e chi in quelle di Giles, chi nell’insicurezza e prepotenza di Strickland, chi nell’esuberante simpatia di Zelda, chi nelle paure della strana creatura  e ad ognuno di loro il finale lascerà sensazioni ed impressioni differenti proprio per questo motivo. Io ho iniziato a vedere il film quasi sicuro di sentirmi vicino ad uno dei personaggi principali, ma all’improvviso alcune scene e dialoghi è come se avessero avuto il potere di smascherarmi e farmi capire quanto di marcio ci possa essere nel mio personaggio volutamente nascosto e quanto di bello mi manca in quello che vorrei fosse il mio personaggio esterno e visibile agli occhi di tutti. Quanti di noi cercano l’amore e trovandolo lontano dalle abitudini e dalla massa lo abbandonano?  Quanti di noi cercano la giusta atmosfera ma si finisce sempre su uno squallido letto, quanti di noi si sentono di essere migliori amici e improvvisamente smettono di esserlo se richiede troppo sacrificio? Volete le risposte? Guardate questo film e se uscendo non vi sarà piaciuto vi consiglio di guardarvi allo specchio e dedicarvi qualche riflessione. Ah il mio specchio ha un nome ed un cognome.

Abbandonate lo specchio che riflette ciò che i vostri occhi vogliono vedere e sceglietene uno che abbia un’anima.

Salvo Di Venti

La-forma-dellacqua

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