Al cinema con Salvo. Sette Anime.

Regia: Gabriele Muccino
Cast: Will Smith, Rosario Dawson, Woody Harrelson, Barry Pepper, Michael Ealy, Bill Smitrovich.

Titolo originale: Seven Pounds.
Genere: Drammatico
Paese di produzione: USA 2008
Durata: 125 minuti.
Dopo quella notte, la notte dell’incidente, Non riesco più a star bene con me stesso, non smetto di avere quegli incubi, è come se ad un tratto progetti per il futuro ambizioni e sogni siano svaniti nel nulla, la mia anima ormai caduta in un abisso di oscurità, e l’unica cosa che mi preme è trovare il modo di salvarla”.
Queste sono le parole che immagino avrebbe potuto dirmi uno dei miei attori preferiti Will Smith nei panni di Tim Thomas nel film Sette Anime, se mi fossi trovato al suo fianco poco prima che egli decidesse di effettuare quella chiamata che avrebbe cambiato la sua vita e quella di qualcun altro.
Per la seconda volta, nella sua carriera, Smith ha al suo fianco il regista Gabriele Muccino che se da un lato fatica a garantire una sequenza scenica scorrevole e poco ingarbugliata dall’altro riesce meravigliosamente a presentarci un personaggio (Tim) che io ritengo unico nel suo genere: un uomo che forse non ha mai pensato di avere un’anima di cui prendersi cura fino al tragico incidente da lui provocato, in cui persone innocenti persero la vita. Questo evento traumatico da inizio alle angosce del nostro protagonista che sente sin da subito l’esigenza di dover in qualche modo risanare la ferita procurata alla propria anima, ormai incapace di trovare la serenità.
Avrei voluto essere un po’ più tecnico nel recensire questo film, ma non posso mettere a tacere la volontà di esprimere l’entusiasmo e il coinvolgimento provato nel vedere una persona che cura se stessa grazie alla felicità che riesce a donare ad altri; perché è questo che decide di fare Tim Thomas per redimersi: aiutare coloro che avevano già imparato a far dono di sè e così essere felici, nonostante le difficoltà, nonostante le privazioni che, per quanto discriminate e ingiuste, possono definire una persona e determinarne lo stile di vita.
L’entusiasmo però va ben dosato soprattutto quando ci si trova davanti la scena finale, che va interpretata con attenzione perché un tantino forte. Consiglio, infatti, di estrapolare i sentimenti e cogliere gli stati d’animo che si nascondono dietro i singoli gesti del protagonista, senza soffermarsi sulla loro natura in sè e (ri)partire proprio da quelli: non aspettate “l’incidente” per capire che la vostra anima va alimentata ogni giorno e cercate grandezza e valore in ciò che è semplice, piccolo e puro.
Due mani che si accarezzano sono Natura; due anime che si accarezzano sono Magia.

Salvatore Di Venti

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