Al cinema con Salvo

Sento l’esigenza di dover recensire, attraverso il film, la quotidianità di ognuno di noi. Credo che la nostra vita possa essere paragonata a dei treni messi su binari che seguono un tragitto ben preciso, stabilito da altri, pensiamo di essere liberi e padroni di noi stessi, cambiamo direzione e meta inconsapevoli del fatto che a tirare la leva per direzionare i binari non è la nostra mano . Credo profondamente che in una cosa siamo liberi. Possiamo decidere di non essere treni ma qualsiasi altro mezzo in grado di poter affrontare il nostro viaggio senza binari prestabiliti.

Per questo motivo ho deciso di iniziare a recensire il film partendo dalle mie idee e riflessioni su di esso, non come consuetudine dalla scheda tecnica, perché come i treni siamo immensamente condizionati dal nome e dall’aspetto. Leggiamo sul cartellino “gelato al pistacchio” e la nostra mente si lascia trasportare in una serie di ricordi piacevoli, ma se quel gelato al pistacchio non dovesse apparire secondo la “non del tutto nostra” idea di gelato al pistacchio non lo mangeremo mai nemmeno per curiosità di assaporarne le caratteristiche, così accade quando a scorrere davanti i nostri occhi è una pellicola di un film. Mi chiedo: “ci gustiamo il film perché esso ha nome, fama e interpreti che ci permettono di poter passare per buoni intenditori o perché riusciamo a fondere la nostra anima con quella dei personaggi e provare di conseguenza emozioni?”.

Adesso non mi vergogno a dirvi che sono riuscito ad emozionarmi nel vedere cinque cuccioli di dinosauri, di specie diverse, darsi una mano tra loro per arrivare ad un comune obiettivo che avrebbe permesso loro di poter vivere serenamente. Piedino, Tricky, Ducky, Petrie e Spike, come parallelismo dei più deboli al giorno d’oggi, si trovano ad affrontare il feroce tirannosauro “Denti Aguzzi” simbolo con l’uomo “Predatore di ricchezze” dei nostri giorni. La pellicola riesce ad affascinarmi per il modo in cui il regista riesce a far prevalere l’innocenza della giurassica gioventù al razzismo tra specie diffuso tra gli adulti, permettendo loro di raggiungere la famosa valle incantata, sogno di alcuni utopisti come me, dove tutto possa filare liscio senza dover cadere in compromessi o misere azioni. Inoltre i dialoghi tra i protagonisti sono molto divertenti e riescono perfettamente a rendere chiare idee e pensieri degli scrittori. Ci sarebbe anche tanto da imparare Piedino che prova un legame profondo con una foglia stella regalo della madre prima della loro separazione. Sarebbe importante tornare a valorizzare i cosiddetti “piccoli gesti“ che trascuriamo giorno dopo giorno. Spero che, se non lo abbiate già fatto, andrete a vedere il film diretto da Don Bluth e prodotto da Steven Spielberg intitolato “Alla ricerca della valle incantate”. Se lo aveste già visto consiglio di rivederlo, ogni tanto è importante abbandonarsi all’innocenza per combattere l’idea che con la violenza e la furbizia possa sempre risolversi tutto.

“Alcune cose le vedi con gli occhi, altre le vedi col cuore.”

Salvatore Di Ventivalle

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