Beatles – Abbey Road. La fabbrica del vinile.

Di Pino Puglisi

Ormai è diventato un rito, aprire la confezione del vinile e spacchettarlo piano piano analizzando ogni minimo dettaglio, cercando di cogliere ogni sfaccettatura. Questo album arriva direttamente dall’Inghilterra, regalo di una carissima amica. Sono passati diversi mesi prima di ascoltarlo; ormai c’è una prassi da rispettare, è come se aspettassi che quel determinato vinile mi chiami. Non sarebbe la stessa cosa se lo prendessi solo per il dovere di ascoltarlo, per cui potrebbero passare anche diversi mesi, chissà?! Però, appena senti il richiamo della sua voce, e inizi a spacchettarlo, spulciarlo e ascoltarlo diventa una goduria.

Mi ritrovo a parlarvi di loro proprio quando è tutto invaso dalla neve ed eclatante risalta “Here Comes the Sun”. Avrete già capito che sto parlando proprio dei Beatles e dell’ultimo album in studio “Abbey Road” pubblicato nel 1969. Incredibile la storia che c’è dietro;  i Beatles sono ormai agli sgoccioli, invasi da conflitti interni che segnano la fine della loro storia: Jonh Lennon è ormai una mina vagante quasi completamente distaccato dalla realtà del gruppo, George Harrison sta producendo dei dischi sperimentali e Ringo Starr è impegnato nel suo nuovo amore, il cinema; l’unico a dimostrare ancora un po’ di spirito di gruppo e iniziativa è Paul McCartney, che spinge gli altri a riunirsi ancora una volta in sala di registrazione. I Beatles si incontrano  contemporaneamente solamente poche volte per registrare le basi ritmiche, così la maggior parte del lavoro di “Abbey Road” è stato compiuto dai singoli musicisti, sovraincidendo poi  le diverse parti soliste.

Tutto questo è il presagio di un album stanco, ripetitivo, banale e senza idee, ma non è assolutamente così. “Abbey Road” è stato definito  il miglior album dei Beatles, ed effettivamente al suo interno ci sono dei veri capolavori indelebili dal mondo della musica basti pensare a Come Together, Something, I Want You, Here Comes The Sun e You Never Give Me Your Money solo per citarne alcune.

Questo è un album tutto da spulciare, storico, pieno di miti e leggende. In origine avrebbe dovuto chiamarsi Everest e la foto della copertina doveva essere scattata sull’Himalaya ma nessuno dei quattro aveva voglia e tempo di andare, per cui decisero di fare la foto di copertina sulle strisce del passaggio pedonale della Abbey Road, davanti agli studi in cui i Beatles avevano registrato per otto anni. Nel tempo quella copertina è diventata, in tutto il mondo, una delle loro immagini più celebri. Incredibile la sorte degli avvenimenti, una band che ha scritto la storia della musica si ritrova divisa per problemi che potrebbero magari essere risolti. Fa pensare a come la potenza di un gruppo possa riuscire a creare un capolavoro nonostante tutto, perché insieme tutto è possibile!


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