Bere acqua aiuta la memoria e la concentrazione

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di Clara La Licata

Tutti sappiamo che l’acqua è indispensabile per la vita ed è il costituente principale dell’organismo umano, tanto da rappresentare, mediamente, il 60% del nostro peso corporeo.

Pochi sanno, però, che un’adeguata assunzione di acqua, oltre a riflettersi su salute, bellezza e prestazioni fisiche incide anche sul buon funzionamento del nostro cervello.  

Una grande percentuale della popolazione mondiale, sia di adulti che di bambini, assume meno acqua rispetto alla quantità consigliata dalle linee guida. Se da tempo, ormai, sono noti gli effetti della  disidratazione sugli adulti, sono pochi gli studi che invece ne hanno esaminato l’impatto su bambini e ragazzi. Solo recentemente alcuni studiosi si sono concentrati proprio sugli effetti della disidratazione nei giovani, dimostrando come una corretta idratazione sia necessaria per mantenere alta l’attenzione e la concentrazione e per potenziare le capacità mnemoniche. Si è visto infatti che un consumo di acqua pari a 2,5 litri al giorno è associato a un miglior livello di idratazione e a migliori performance cognitive rispetto a consumi di mezzo litro al giorno (1). 

In un altro studio si sono osservati gli effetti negativi di una scarsa idratazione sui giovani: vertigini e stanchezza associati a un calo di concentrazione e dell’attenzione, deficit dei riflessi motori e visivi e peggioramento della memoria a breve termine. 

In effetti si è constatato che una perdita di acqua lieve (1-2% del peso corporeo) può danneggiare di molto la capacità di concentrarsi, mentre una perdita di acqua superiore al 2% può influenzare negativamente le capacità di elaborazione del cervello, danneggiando la memoria a breve termine.  Per cui i ragazzi a scuola, ad esempio, renderanno meno negli esercizi di memoria, nei calcoli  matematici e avranno una soglia di attenzione più bassa. 

Tutto questo sembra abbastanza logico poiché il cervello è l’organo con un’alta percentuale d’acqua e grazie a una corretta idratazione riceverà sangue più ossigenato e sarà quindi più vigile. 

Attualmente i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione  raccomandano un’assunzione di acqua pari a 1,8 L/die per i bambini tra i 7 e i 10 anni, di 2,1 L/die  e 1,9 L/die rispettivamente per i ragazzi e per le ragazze tra gli 11 e i 14 anni, 2,5 L/die per i ragazzi  tra i 15 e i 17 anni e 2 L/die, invece, per le ragazze tra i 15 e i 17 anni (2). I valori possono comunque variare in base alle condizioni climatiche, in condizioni di attività fisiche intense o altre  situazioni che possono indurre uno stato di disidratazione.

Bere acqua, quindi, rappresenta un’abitudine sana anche per il cervello con lo scopo di mantenerlo attivo. I ragazzi, di qualsiasi fascia di età, a scuola dovrebbero portare sempre con sé la loro  personale borraccia riempita di acqua (rispettando in questo modo l’ambiente) ed essere educati a  sorseggiarla più volte durante la loro giornata scolastica per migliorare le loro funzioni cognitive, aumentando così l’accesso all’acqua, ancora troppe volte negato molto spesso dagli stessi insegnanti. Inoltre, potrebbe aiutarli il consiglio di riempire sempre di acqua il bicchiere appena  svuotato, di avere un’alimentazione sana e ricca di acqua, e di sistemare ogni giorno, prima di iniziare a studiare, la quantità di acqua necessaria sulla scrivania della propria cameretta. Le stesse considerazioni valgono anche per adulti e soprattutto per gli anziani che in seguito al naturale processo di invecchiamento, hanno una diminuzione dello stimolo della sete. Quando l’anziano è aiutato a bere si nota infatti che il fisico e la mente lavorano meglio anche se mancano ancora dati riguardanti gli anziani fragili e quelli che soffrono di demenza.  

Note: 

1. Khan, N. A., Westfall, D. R., Jones, A. R., Sinn, M. A., Bottin, J. H., Perrier, E. T., & Hillman, C. H.  (2019). A 4-d water intake intervention increases hydration and cognitive flexibility among preadolescent  children. The Journal of nutrition, 149(12), 

2. SINU. (2014). Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana–IV  Revisione. Società Italiana di Nutrizione Umana.

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