Bob Marley. La fabbrica del vinile

Ricordo ancora quando circa quindici anni fa avevo in mano il suo primo CD, l’ho ascoltato ed è stato subito un colpo di fulmine. Mi sono talmente “fissato” con lui che ho iniziato a guardare diversi documentari, mi sono informato sulla sua vita, sulla sua carriera e su tutto, insomma. Pensavo alla grande perdita che è stata per il mondo della musica e non solo. Pensavo alla grande occasione persa, quanto sarebbe potuto essere fantastico assistere ad un suo concerto live.

Capita spesso di divinizzare una persona che si ammira molto. Qualcuno che fa una determinata musica che ti piace veramente tanto, può succedere in diversi ambiti. Spesso capita di esagerare, nel momento in cui avviene un qualsiasi contatto, magari virtuale, leggendo su internet qualche notizia scomoda, ti rendi conto che è semplicemente una persona come altre, con i suoi pregi e i suoi difetti, e a volte ne rimani profondamente deluso.

Può anche succedere il contrario, più spulci nella sua vita, più ti rendi conto che in realtà quella persona è veramente quello che credi, ha fatto veramente tanto per il suo popolo, si è sbattuto per far valere i diritti di persone meno fortunate. Ti rendo conto della potenza della musica come mezzo per veicolare un messaggio, un pensiero, una vera e propria rivoluzione culturale. Immaginate proprio in questo momento mentre leggete questa lunga introduzione di far partire sul vostro giradischi un album di Bob Marley e tutto diventa più lecito.

Ho conosciuto Bob Marley nel mio periodo “reggae”, in quel periodo giravano tanti gruppi che suonavano quel genere di musica, a ripensarci adesso qualcuno anche un po’ senza senso… tra questi quello che più mi è rimasto nel cuore è proprio lui. Non è facile descrivere la sua musica in poche parole, il suo percorso musicale, ma soprattutto il suo pesantissimo percorso culturale di rivalsa dei diritti del popolo africano, delle donne, dei poveri e di tutta una categoria di emarginati a cui lui voleva fortemente dare voce. Robert Nesta “Bob” Marley ha contribuito a far conoscere la parte più sana della Giamaica. Nei suoi testi, l’amore e la spinta all’unità e alla fratellanza sono una costante, tanto da essere ricordato non solo come cantautore bensì come uomo di notevole influenza politica, sociale e spirituale. Nelle sue canzoni è possibile trovare critiche verso il sistema occidentale, verso Babilonia, il sistema sfruttatore che pone la ricchezza materiale al di sopra della vita umana ed in cui l’avidità e la voracità inghiottiscono qualsiasi cosa. Bob Marley soprattutto negli ultimi anni di vita si scagliò con tutta la sua forza contro questo sistema, attraverso le sue canzoni, cercando di risvegliare le coscienze di chi lo ascoltava.

https://www.youtube.com/watch?v=MJHgMD1S0bg

La questione razziale, così come lo sfruttamento dell’uomo, sono temi cari a Bob Marley, forse perché da piccolo subì sulla propria pelle le conseguenze dell’odio (“Mio padre era bianco e mia madre era nera. Mi chiamano mezzosangue, o qualcosa del genere. Ma io non parteggio per nessuno, né per l’uomo bianco né per l’uomo nero…”). Proprio in questo periodo pieno di odio verso qualsiasi forma vivente sento ancor più forte la necessità di ascoltare la sua musica, di sognare un mondo diverso attraverso le sue parole, attraverso le sue note, attraverso i suoi gesti.

Pino Puglisi

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