Breve storia di un divario generazionale.

di Mario Montalbano

Voglio iniziare con una storia semplice e breve, senza un vero e proprio protagonista ma che allo stesso tempo possa rappresentare più persone possibili. Voglio parlare di incomprensioni tra genitori e figli, del divario generazionale che spesso pare incolmabile.

Una ragazzina, di ritorno da scuola, decide di avvisare la madre del brutto voto preso in storia:
Mamma, purtroppo l’interrogazione non è andata molto bene, mi ha fatto molte domande alle quali non ho saputo rispondere!”.
La madre preoccupata:
“Che voto hai preso?”
“Quattro!” risponde la ragazza.
La madre dispiaciuta e preoccupata inizia a urlare:
“Se non recuperi giuro che non uscirai più di casa”.
La ragazza va in camera sua piangendo e lì resta chiusa per ore. In quel momento la sua testa si riempie di cattivi pensieri, pensa di non voler più dialogare con la madre che non potrà mai capirla, di non voler più renderla partecipe del suo andamento scolastico. Decide di tenersi tutto dentro.

Vorrei che da questo episodio emergesse un semplice messaggio: molte volte ci si preoccupa talmente tanto per qualcuno a noi molto caro da non accorgersi di non riuscire a controllare il nostro istinto, portandoci ad adottare toni e comportamenti eccessivi. Questi toni, ovviamente, arrivano in maniera totalmente negativa non producendo nulla di buono o costruttivo.

i genitori, spesso, convinti di conoscere la strada giusta per i loro figli ricorrono a punizioni e castighi credendo di adottare un atteggiamento efficace per far arrivare nel migliore dei modi il messaggio che si vuole trasmettere. Il problema è che questa via non sarà mai e poi mai in linea con i bisogni emotivi di chi magari cerca solo aiuto, conforto e forza. Porta all’ampliamento del divario tra le due parti, all’interruzione del dialogo e ad altre problematiche ben più complesse. Porta i figli ad assumere un atteggiamento poco sincero, costantemente nervosi, arresi alle sfide della vita e con un’autostima molto carente. L’invito che rivolgo ai genitori, da ragazzo, soprattutto se i figli attraversano il periodo adolescenziale, è quello di instaurare un dialogo con i ragazzi, essere presenti nella loro vita ma non solo come “maestri di vita” ma cercando di capire le loro preoccupazioni, paure, dubbi, tutti leciti a questa età. Far capire ai figli che possono fidarsi e parlare con loro, cercando complicità.

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