BRUNORI SAS – A casa tutto bene

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di Pino Puglisi

Ormai da qualche tempo a questa parte, ma più insistentemente negli ultimi mesi, mi risuona continuamente nella testa un cantante di cui non avrei mai pensato di parlarvi. È stato un processo lento, a poco a poco ci siamo conosciuti, con un po’ di distacco iniziale, lo ascoltavo con un pizzico di scetticismo. Ma mi devo ricredere, ormai mi è entrato in testa e non mi dispiace per nulla.  

A pochi giorni dall’uscita del suo ultimo album vi voglio parlare di “A casa tutto bene” di Brunori Sas. Un album politico, diretto e umano. Da tutti definito maturo, ed effettivamente c’è tanto dentro questo album, le canzoni ti rimangono tutte in testa, ci sono tanti bei arrangiamenti, unisce una strumentazione tradizionale ad archi, fiati ma anche mandole del Settecento.

Il tutto crea un mix perfetto, con i suoi temi non più solo ironici e sarcastici degli album precedenti, ma che colpiscono al cuore, che fanno riflettere. Si parla di paura, quella che i media alimentano e che neppure la vita privata sembra in grado di contrastare. Da qui il titolo dell’album, un ossimoro, perché nemmeno a casa si sta bene.

Il disco si apre con “La verità”, una sconfitta di chi era partito da incendiario per ritrovarsi pompiere pronto ad accettare qualsiasi compromesso, terrorizzato dai cambiamenti.  “L’uomo nero” fa i conti con una sorta di razzismo che colpisce anche le persone più insospettabili accanto a noi. Si passa ad una canzoncina d’amore che in realtà parla di femminicidio prendendosi la responsabilità di farlo dal punto di vista dell’uxoricida che nonostante tutto ama, dalla sua prospettiva però…

Brunori riflette pure sul proprio lavoro, basta davvero cantare una canzone per mettersi a posto la coscienza?!  “E io, io che pensavo/ che fosse tutto una passeggiata/ che bastasse cantare canzoni/ per dare al mondo una sistemata/ io che sorseggio l’ennesimo amaro/ seduto a un tavolo sui Navigli/ pensando in fondo va tutto bene/ mi basta solo non fare figli”.

Nonostante questo viaggio nelle nostre paure, nelle nostre miserie, nelle nostre fragilità, una possibile salvezza esiste, data dalla fratellanza, dal recupero dei piccoli valori quotidiani, dalla propria terra d’origine che si cerca disperatamente ovunque. Ma è data soprattutto dalla Casa intesa come il nostro essere, un luogo da preservare e riabitare ma con una nuova consapevolezza. Fatevi trascinare da questo viaggio e non ve ne pentirete! 

La realtà è una merda, ma non finisce qua/ passami il mantello nero, il costume da torero/ oggi salvo il mondo intero/ con un pugno di poesie/ non sarò mai abbastanza cinico/ da smettere di credere/ che il mondo possa essere/ migliore di com’è/ ma non sarò neanche tanto stupido da credere/ che il mondo possa crescere/ se non parto da me”.

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