Caffè con penna. La schiuma dei giorni – Boris Vian

“Siamo in ritardo” disse Colin.

“Non fa niente” disse Chloé “metti indietro il tuo orologio”.

Ogni mattina, un uomo o una donna qualunque, si sveglia, si alza, fa colazione, esce di casa e inizia la sua giornata. Poche variazioni per volta alla suddetta routine, a volte nessuna, giusto per non perdere l’abitudine. Spesso incontri quell’uomo o quella donna per strada e lo/la vedi camminare a passo svelto, incurante di ciò che ha intorno, di chi ha intorno, ignorando sguardi e gesti, non guardando strade e alberi, attraversando la vita.

È tardi, “non ho tempo”, le lancette corrono velocemente.

In realtà, le lancette dell’orologio corrono allo stesso modo per tutti, in qualsiasi parte del mondo, tocca a ciascuno di noi, eventualmente, attribuire un eccesso di velocità o meno al  ticchettio.

La corsa, in un’epoca flessibile che cambia alla velocità della luce, è un dovere, spesso, una necessità di sopravvivenza. Eppure… eppure ho tirato un sospiro di sollievo, anni fa, leggendo le pagine di Boris Vian. Anche se il verbo “leggere”, in questo caso, è assai riduttivo. “La schiuma dei giorni” è un mare, e come tale ti ci immergi, e fra le onde delle pagine ora bizzarre, ora oniriche, ti sembra che per il momento della lettura la frenesia che ti ruota intorno, che investe anche le tue giornate, abbia un freno d’arresto, almeno per qualche ora.

Perché nel mondo de “La schiuma dei giorni” tutto è lecito: non lavorare; innamorarsi perdutamente e vivere di quello (“Ma lei cosa fa nella vita?” domandò il professore. “Imparo delle cose” disse Colin. “E amo Chloé”); ammalarsi di malattie che per rallentare il loro percorso di crescita necessitano di fiori, tanti fiori, che lasciano sul lastrico il protagonista; un mondo che perde colore, forma e vitalità con lo sviluppo della ninfea nel petto di Chloé…e un Colin che dall’estasi sognante passa al grigiore delle sberle che la vita, a volte, riserva.

“La schiuma dei giorni”, come il suo giovane autore, è un mondo a parte, un mondo cinico, surreale, crudele, romantico, poetico.

Qualora ve lo stiate chiedendo: no, non è un libro per tutti. Ma è tra i miei preferiti.

In un mondo in cui ci ritroviamo ad essere marionette imprigionate in ruoli, gesti, rigide regole (spesso) autoimposte, Boris Vian offre un punto di vista differente, facendosi quasi beffa di tutto ciò, concedendo al lettore il beneficio del sogno.

Che sia questo, in fin dei conti, ciò che un libro deve dare?

“L’amore non salva la gente dal proprio destino, ma salva la loro esistenza nel momento in cui esistono.”

Laura Ventimiglia

WhatsApp Image 2018-09-11 at 17.24.52

Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: