Confessioni di un uomo morto. Benvenuti.

Confessioni di un uomo morto è la raccolta di pensieri, sogni ed infimi desideri. È la storia di un adolescente che si nasconde dalle difficoltà esistenziali, ascoltando l’aldilà e ricercando la morte.

Un adolescente che si innamora dell’oscurità, stanandola, senza tregua, con l’unico scopo di assaporarla, controllarla.

 

È la storia di un adolescente che crescendo si lascia corrompere dalla fisicità del sesso. Un piacere terreno che ha cancellato l’oscurità dal suo cuore riempiendolo di una banalità che lui stesso credeva fosse amore.

Confessioni di un uomo morto è la storia di un piccolo uomo che dopo aver assaporato il fondo, cerca di risalire trovando conforto nei suoi stessi scritti, sperando di ritrovare l’oscurità smarrita, da lui tanto amata.

 

È la storia di chi, diventando uomo, ritrova la morte ma dall’altro lato della barricata. Un uomo che scappa dal suo stesso passato e dalle sue paure.

Un uomo, divorato dai vizi della mente,  che invecchiando capisce di star consumando il suo tempo scappando dalla morte.

 

Una morte che adesso aspetta, seduto su una sedia, con un bicchiere di vino ed un lungo, interminabile silenzio.

 

 

Io sono J e questo è il mio mondo.

Benvenuti nel mio inferno privato.

. . .

 

Non esiste amarezza più grande di un cielo terso di nero

immerso nel grigiore di una squallida quotidianità

che trasforma ogni istante di vita vissuta

in una vecchia foto ingiallita degli anni ’60.

Mentre i ricordi ti assalgono come fossero

una conseguente disseminazione

di un processo evolutivo mai avvenuto,

ti rendi conto di ciò che stai perdendo,

di ciò che indissolubilmente sta svanendo tra le tue dita.

Percepisci quel senso d’impotenza

che ti rende invisibile ad ogni cambiamento.

Senza neanche accorgertene crei la tua camera oscura

dove dar vita ai tuoi sogni più nascosti,

insiti nel genere umano ma irraggiungibili,

senza prima ucciderti dentro.

Ed è quando ti spengono l’interruttore

che ognuno deve difendersi come può,

inabissandosi su se stesso aspettando

la percezione surreale di un universo irreale

come unica via di fuga.

 

Fabio Lolicato

Confessioni

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