Dal Calciomercato al mercato del calcio

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di Giovanni Adamo

Il COVID-19 ha cambiato le nostre vite, le nostre abitudini, la nostra quotidianità.

Sebbene siano ancora numerose le tesi legate all’origine di questo infimo virus, è assodato, però, che non abbia risparmiato proprio nessuno, ivi compreso l’intero mondo dello sport.

Focalizziamo adesso la nostra attenzione sugli effetti generati dal Coronavirus all’interno del contesto calcistico europeo.

Se da un lato, infatti, gli interessi economici, principalmente legati ai diritti televisivi ed ai premi UEFA, hanno fatto sì che le maggiori competizioni nazionali ed internazionali venissero portate a termine (eccetto EURO 2020 mai iniziato, Ligue1, Eredivisie e pochi altri), dall’altro, invece, ci si è ormai quasi abituati al silenzio assordante degli stadi vuoti, ad un calcio privato della sua essenza:

il pubblico.

Più in generale, si ha quasi la sensazione di essere un corpo estraneo, una voce fuori dal coro, o è meglio dire, forse, un coro senza voce, non più capace di scuotere i giocatori in campo e far provare quelle emozioni, quasi primordiali, che solo uno stadio pieno sa regalare.

Anche il tanto atteso calciomercato estivo ha, infatti, dovuto “fare letteralmente i conti” con il COVID, costringendo i club più ricchi ed ambiziosi ad anteporre ai propri obiettivi di mercato un’analisi dei bilanci più ferrea, basata su una politica di equilibrio tra le spese legate a nuovi investimenti ed i ricavi provenienti, invece, da cessioni ed eventuali alleggerimenti del monte ingaggi.

Proprio in virtù delle ristrettezze economiche, sono tante le società di un certo livello (Barcellona su tutte), che hanno fatto di necessità virtù, aprendo a cessioni pesanti, con ricavi praticamente nulli, pur di sfoltire le proprie rose ed abbassare il monte ingaggi (vedi l’operazione Vidal, conclusa appunto tra Barça ed Inter dopo una lunga telenovela, ma, necessariamente legata al trasferimento di Godin al Cagliari).

Restando sull’asse Italia-Spagna ed in tema di “calciomercato a parametro zero”, non si può non menzionare il caso legato all’attaccante Luis Suarez.

I dirigenti della Juventus avevano individuato proprio nell’uruguaiano classe ’87, ormai in rottura con il Barça, il perfetto candidato per l’attacco bianconero da regalare al neo allenatore Andrea Pirlo.

Di certo sarebbe stato un grande colpo, l’ennesimo a parametro zero (o quasi) dell’estate, se solo Luisito fosse già stato in possesso del passaporto comunitario.

Gli uomini di mercato della Juve, infatti, una volta constatata la necessità dell’acquisizione dello status di cittadino comunitario, si sono sin da subito attivati in tal senso, supportati dallo studio legale che generalmente cura le vicende burocratiche della società, in particolar modo dall’avvocato Maria Turco, che si è occupata di curare i rapporti con l’Università per Stranieri di Perugia.

Purtroppo, però, è bastato un esame di livello B1 di lingua italiana, che ha avuto luogo lo scorso 17 Settembre proprio presso l’università perugina, necessario appunto per il conseguimento del passaporto italiano, (clicca qui per approfondire), per spostare El Pistolero dal centro del futuro attacco a 3 bianconero, in compagnia di Ronaldo&Co, al centro di un caso giudiziario e mediatico, affiancato dal personale e dai vertici dell’università perugina.

«Metteci il minimo, tre tre tre»

Camagna: «Esatto, io lo faccio già preparare… ma io devo attendere l’anagrafica, quando una volta che si è inserito, io posso già metterci il voto. Mi dici tu che voto ci do e via»
Rocca: «Brava. Metteci il minimo eeee»
Camagna: «3, 3, 3, 3, 3!»
Rocca: «Brava, perfetto!»
Camagna: «È il minimo 3?»
Rocca: «Sì sì metti tutti 3. E perché tanto ho sentito la Rettrice ieri, la linea è quella!»

A onor del vero, l’ipotesi del trasferimento in bianconero di Suarez era ufficialmente già tramontata a causa dell’eccessivo dilatarsi delle tempistiche burocratiche legate all’acquisizione della cittadinanza italiana (dunque l’impossibilità di inserirlo nelle liste Uefa ecc.), come raccontato dallo stesso Fabio Paratici nel post-match di Juventus-Sampdoria ai microfoni di SkySport, confermando l’avvenuta cessazione di ogni trattativa con l’entourage dell’attaccante.

Nel frattempo, però, non si sono affatto fermate le indagini svolte dalla Guardia di Finanza e condotte dal colonnello Selvaggio Sarri (ironia della sorte stesso cognome dell’ex allenatore della Juve da poco esonerato).

Dalle intercettazioni in possesso degli inquirenti si evince, infatti, che la prova sostenuta da Suarez sarebbe stata falsata ed organizzata “ad hoc”.

  • “Ma te pare che lo bocciamo!”
  • “Gli ha fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame!”
  • “Oggi c’ho l’ultima lezione e me la devo preparare perché non spiccica ‘na parola”
  • “Deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1”

Al momento risulterebbero, infatti, indagati i vertici ed alcuni esponenti dell’Università di Perugia, mentre l’avvocato Turco ha rilasciato una nota con la quale si dichiara estranea ai fatti.

Clicca qui per leggere l’approgondimento Sky

Rimando agli articoli sotto riportati per ulteriori dettagli inerenti le intercettazioni e gli ultimi sviluppi giudiziari legati sia alla giustizia ordinaria che a quello sportiva (la stessa ha aperto d’ufficio un’indagine riguardo la vicenda Suarez).

Leggi l’articolo del Corriere della Sera; Articolo di Sky; Articolo di Sky

Lasciamo a chi di dovere il compito di proseguire le indagini e fare giustizia.

Di certo quanto accaduto è l’ennesimo spiacevole episodio che riguarda le istituzioni italiane, nel caso specifico una Università, per eccellenza luogo di cultura e diffusione del sapere.

https://www.treccani.it/vocabolario/universita/

Matteo Marani, a Sky Sport, ha parlato così della questione Suarez:

“Questa vicenda di Perugia è una vergogna. E’ una vergogna ciò che viene fuori, è un tema molto delicato come la cittadinanza: ci sono centinaia di migliaia di persone che l’aspettano, ragazzi che devono compiere 18 anni. Questi personaggi che si sono messi d’accordo… che poi il B1 è un esame complicato, molte persone che parlano perfettamente l’italiano non lo superano. E’ una cosa schifosa. Che l’Università faccia una cosa del genere solo per visibilità, è schifoso. Mi ricordo le grandi lauree ad honoris causa ai grandi vip: quando l’Università mette al centro la visibilità, è una grandissima sconfitta. Solo nel 2001 ci furono club condannati per passaporti falsi. Situazioni surreali, un paesino nelle Marche ha avuto nonni e bisnonni di Camoranesi e Gaby Sabatini. Passaporti spuntati così. E’ complicato prendere il passaporto? Il messaggio che arriva è che se si guadagnano 10 milioni di euro, la si attiene. Non si può passare su questa cosa”.

In questo particolare momento e periodo storico, una domanda sorge però spontanea:

Ma siamo così sicuri che il Covid sia stato in grado di cambiare anche la nostra etica, la nostra morale?

PS: Tornando all’esame svolto da Suarez, (nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso) prendiamola con un pizzico di ironia in compagnia di Alvaro Vitali:

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