Audiolibro: “Dio la benedica, dottor Kevorkian” – Kurt Vonnegut. Capitolo 2

LIBRO: “Dio la benedica, dottor Kevorkian” di Kurt Vonnegut

MUSICA: “My funny valentine” di Chet Baker

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INTRODUZIONE La mia prima esperienza di pre-morte fu dovuta a un imprevisto, un’anestesia mal fatta durante un intervento per l’innesto di un triplice bypass. Avevo già sentito, in qualche talk show televisivo, parecchie persone che avevano percorso il tunnel celeste che conduce alle Porte del Paradiso, e che quelle porte avevano varcato addirittura, o così dicevano, e poi erano tornate indietro. Ma io non mi sarei sicuramente mai avventurato di proposito in una spedizione così rischiosa se non fossi scampato alla prima, e non avrei organizzato la seconda in collaborazione con il dottor Jack Kevorkian e il personale del carcere di Huntsville, nel Texas, nella struttura dove si praticano le iniezioni letali ai condannati a morte. Le cronache che seguono furono registrate per essere trasmesse in un secondo tempo dalla stazione radio WNYC. Spero che diano un senso d’immediatezza. Sono state registrate fra i muri piastrellati della cella della morte di Huntsville solo cinque o sei minuti dopo che mi avevano sciolto dai lacci della lettiga. Il registratore, tra parentesi, come la lettiga, era di proprietà della brava gente del Texas, e veniva usato abitualmente per immortalare le ultime parole delle persone che stavano per fare un viaggio di sola andata, tutto pagato, verso il Paradiso. Personalmente, a meno che non mi capiti un altro imprevisto, non farò altri viaggi di andata e ritorno. Per il bene dei miei familiari sto cercando di ripristinare, se possibile, le mie polizze di assicurazione sulla salute e sulla vita. Ma altri giornalisti, e forse anche turisti, seguiranno sicuramente la strada per l’eternità, sicura e a doppio senso di circolazione, aperta da me. Li prego di accontentarsi, come ho imparato a fare io, delle interviste che potranno fare nei cento metri circa di terreno libero tra la fine del tunnel celeste e le Porte del Paradiso. Varcare le Porte del Paradiso, per allettante che sia l’intervistato dall’altra parte, significa, come io stesso ho scoperto a mie spese, correre il rischio che l’irascibile san Pietro, in un accesso di malumore, possa non lasciarvi mai più uscire. Pensate a come sarebbero affranti i vostri familiari se, varcando le Porte del Paradiso per andare, diciamo, con Napoleone, in pratica vi suicidaste. […] Questa sgangherata introduzione è quattro volte più lunga dello scritto più valido ed efficace della storia del mondo di lingua inglese, vale a dire del discorso di Abramo Lincoln sul campo di battaglia di Gettysburg. Lincoln venne ucciso da un attorucolo che stava esercitando il proprio diritto di andare in giro armato. Come Isaac Asimov e zio Alex, anche Lincoln adesso è in Paradiso. Chi vi parla, dunque, è Kurt Vonnegut, oggi inviato emerito della WNYC dell’aldilà, che stavolta chiude la trasmissione per iscritto. Ciao ciao e adios. O, come mi disse san Pietro strizzandomi l’occhio, sornione, quando gli spiegai che quello era il mio ultimo viaggio di andata e ritorno in Paradiso: “Ci vediamo, bello”.”

Voce:
Vincenzo Monaco

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