…e fu così che alla fine l’evoluzione creò l’idea di un disegno Intelligente. Il dito medio di Galileo.

“Sono fermamente convinto che le specie non sono immutabili; che, anzi, quelle che appartengono a ciò che chiamiamo uno stesso genere sono le dirette discendenti di altre specie, oggi generalmente estinte, così come quelle che riconosciamo come varietà di una qualsiasi specie sono discendenti da quella specie. Inoltre, sono convinto che la selezione naturale è stata il più importante, ma non l’unico mezzo di modificazione”.

Così Charles Darwin scrive nell’introduzione del suo capolavoro: era il 24 Novembre del 1859 e veniva pubblicato per la prima volta “L’origine delle specie per selezione naturale” testo in cui il brillante naturalista inglese esprimeva la teoria dell’evoluzione formulata anche grazie al contributo degli studi paralleli del naturalista Alfred Russel Wallace.

Da un antenato comune, per variazioni, selezione naturale e adattamenti si sono originati tutti gli organismi viventi.

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Punti cardine del pensiero di Darwin

  • Le specie sono soggette a mutamento continuo
  • Le specie hanno un’origine comune e si sono moltiplicate nel tempo
  • Le trasformazioni sono graduali
  • Il meccanismo che sta alla base della comparsa di nuove specie è la selezione naturale.

Darwin intuì che l’origine di nuove specie e l’adattamento all’ambiente erano correlati e formulò una teoria basata su osservazioni chiave a cui seguono delle deduzioni.

Il biologo Ernst Mayer le riassume così:

OSSERVAZIONE 1 – Gli organismi hanno un ampio potenziale riproduttivo.

OSSERVAZIONE 2 – Le popolazioni naturali, normalmente, rimangono di grandezza costante, ad eccezione di fluttuazioni di secondaria importanza.

OSSERVAZIONE 3 – Le risorse naturali sono limitate.

Si può dedurre quindi che tra i membri di una popolazione c’è una continua lotta per l’esistenza.

OSSERVAZIONE 4 – Gli individui di una popolazione mostrano variazioni.

OSSERVAZIONE 5 – Le variazioni sono ereditabili.

Darwin deduce che tra i diversi organismi di una popolazione c’è un differente potenziale di sopravvivenza e di riproduzione (sopravvivenza dei più adatti all’ambiente). Attraverso molte generazioni, i differenti potenziali di sopravvivenza e di riproduzione generano nuovi adattamenti e nuove specie. Col trascorrere delle generazioni, le caratteristiche vantaggiose diverranno dominanti nella popolazione.

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Come le specie, si evolve anche la teoria dell’evoluzione

La teoria dell’evoluzione è rappresentata oggi dal Neo-darwinismo o Sintesi moderna. Darwin non sapeva cosa fosse un gene e aveva un’idea dei meccanismi di ereditarietà che si rivelerà poi scorretta, ma aveva capito che all’interno delle popolazioni vi è una continua produzione di diversità ereditaria e che questa diversità viene sottoposta al filtro della selezione naturale.

Lo sviluppo della genetica, da Mendel in poi, e i nuovi meccanismi forniti dalla biologia molecolare, dalla biologia evolutiva dello sviluppo (Evo Devo) e dalla paleontologia hanno permesso di superare questo ostacolo, dando un valido contributo per confermare e integrare la teoria di Darwin sull’evoluzione, il Neo-darwinismo ha pertanto esteso il campo dell’idea originale darwiniana della selezione naturale, includendo scoperte successive e concetti non noti a Darwin.

Viene formulata quindi una teoria della sintesi moderna dell’evoluzione, ovvero: per evoluzione si intende il cambiamento, all’interno di una popolazione, dei geni (più correttamente degli alleli) da una generazione all’altra ed è il risultato dell’accumulo nel tempo di questi cambiamenti. Sebbene i cambiamenti tra una generazione e l’altra siano generalmente piccoli, il loro accumularsi nel tempo può portare un cambiamento sostanziale nella popolazione, attraverso i fenomeni di selezione naturale e deriva genetica[1], fino all’origine di nuove specie.

Le variazioni genetiche tra individui presenti in ogni popolazione naturale sono il substrato di base del processo evolutivo. Non sono prodotte né dall’ambiente, né da una forza creatrice, né da un impulso inconscio dell’organismo, in se le variazioni non hanno né scopo né direzione, ma possono essere più o meno utili ad un organismo per la sua sopravvivenza, la sua adattabilità all’ambiente e la sua riproduzione. Questa variabilità genetica è originata dalle mutazioni casuali ed è incrementata dalla ricombinazione legata alla sessualità mediante la fecondazione e il meccanismo della meiosi.

Un errore concettuale comune, derivato dal significato che la parola evoluzione ha poi assunto in altre discipline, nel senso di progresso, può essere il considerare l’evoluzione, come un processo esclusivamente di miglioramento genetico delle specie o di aumento della complessità degli organismi. L’evoluzione non è un processo progressivo, dal più semplice al più complesso, dal “peggiore” al “migliore”. Si può individuare la tendenza ad un graduale aumento del livello di complessità degli organismi, ma questa non è la tendenza prevalente, né la sola. L’evoluzione non tende ad un fine, né conduce necessariamente a forme di vita superiori. L’evoluzione non è semplice frutto del caso: il cambiamento degli esseri viventi è un effetto di mutazioni genetiche (queste si casuali), di deriva genetica sottoposti all’azione della selezione naturale. Ciò che in realtà mutazione e selezione producono è adattamento all’habitat e quindi, in tal senso, può comportare anche perdita di caratteri e di funzionalità e una semplificazione dell’organismo.

Che impatto ha avuto il concetto di evoluzione?

Dal punto di vista scientifico non c’è dubbio che il Darwinismo nella sua forma più recente, il Neo-darwinismo, sia la Teoria Evolutiva che un biologo ed uno scienziato accettano.

Le rivoluzioni scientifiche si sa però che sono sempre state accompagnate dall’istintivo rifiuto della novità e nel rifugiarsi in credenze tradizionali, quindi l’ipotesi che l’uomo in quanto animale potesse avere un antenato comune e quindi, “discendesse dalla scimmia” suscitò uno scandalo immediato già all’epoca di Darwin considerato che secondo il pensiero dell’epoca era stato creato ad immagine e somiglianza di Dio così come scritto nella Bibbia.

Quando, 159 anni fa, Charles Darwin introdusse la teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale, gli scienziati dell’epoca discussero ferocemente su di essa, ma le prove che si andavano accumulando da campi come la paleontologia, la genetica, la zoologia, la biologia molecolare, portarono gradualmente a stabilire la verità dell’evoluzione al di là di ogni ragionevole dubbio.

Oggi quella battaglia è stata vinta ovunque e numerose sono le evidenze scientifiche a proprio favore che l’evoluzionismo può vantare oggi (prove paleontologiche, omologie anatomiche e di sviluppo, embriologia, universalità del codice genetico e distribuzione geografica delle specie),  desta però perplessità che vi siano siano ancora persone legate alla concezione creazionista classica, basata su un’interpretazione letterale del testo biblico, e che si partoriscano nuove teorie pseudoscientifiche (senza il minimo fondamento e verificabilità scientifica) quali la teoria del “disegno intelligente”[2] e le varie “evoluzioni” del pensiero creazionista.

E’ imbarazzante, ma nel XXI secolo, nella nazione scientificamente più avanzata del mondo (USA ndr) i creazionisti possono ancora influenzare politici, giudici e cittadini comuni che l’evoluzione è una fantasia fallace e non dimostrata, battendosi perché idee creazioniste come quella del “disegno intelligente” siano insegnate nelle aule di scienze come alternative all’evoluzione.

La Chiesa cattolica ha impiegato molto tempo per giungere a patti con l’evoluzionismo. Ancora nel 1950, l’allora pontefice Pio XII, all’interno dell’enciclica Humani Generis, metteva sullo stesso piano creazionismo ed evoluzionismo[3]. Seppur timidamente, una leggera apertura si ha con Papa Francesco che nel 2014 durante il suo discorso tenutosi all’Accademia Pontificia delle Scienze [4], chiarisce che secondo la Chiesa, la natura, seppure creazione di Dio, non è stata creata con la magia, sottolineando che non si può pensare a Dio come a un mago: “Il Big Bang che è considerato l’origine del nostro pianeta, non contraddice l’atto divino della creazione, che anzi ne è il presupposto. L’evoluzione della natura non contrasta con la creazione, poiché l’evoluzione presuppone la creazione di esseri che si evolvono”.

L’Italia invece piazza una manovra a sorpresa: il decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004, allegato C (Indicazioni nazionali per i piani di studi personalizzati nella Scuola Secondaria di I grado), con cui il governo cancellava dai programmi d’insegnamento delle scuole medie ogni riferimento alle teorie evoluzionistiche. Ovviamente la comunità scientifica alzò la voce chiedendo al Ministero dell’Istruzione di rivedere i programmi della scuola media, colmando una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle nuove generazioni. Il ministro Moratti affidò dunque ad un gruppo di esperti (Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Roberto Colombo, Vittorio Sgaramella) il compito di redigere un rapporto, su Darwin e l’evoluzionismo. Il 23 febbraio 2005 venne consegnato il “rapporto” conclusivo e la reintroduzione dell’insegnamento dell’evoluzione venne ribadita dal Ministro nella conferenza stampa di presentazione del nuovo anno scolastico, il 6 settembre 2005.

L’evoluzione nel corso del tempo ha fatto si che l’animale uomo fosse un prodotto di quel meccanismo che adatta i viventi all’ambiente in cui vivono, premiando in questo caso una complessità unica nel regno animale che può identificarsi anche con la complessità del nostro sistema nervoso che ci da la capacità di pensare, di immaginare, di sparare stronzate o di avere intuizioni geniali.

…e fu così che alla fine l’evoluzione creò l’idea di un disegno Intelligente.

Michele Stella

 

evo

 

NOTE E BIBLIOGRAFIA

[1]  [deriva genètica] In biologia, variazione (ingl. genetic drift) delle frequenze geniche di una popolazione, dovuta unicamente al caso. Detta anche effetto di Sewall Wright, dallo studioso statunitense (1889-1998) che più se ne è occupato, si ha quando una popolazione, prima estesa su una vasta area, viene frammentata in tante piccole popolazioni che hanno casualmente frequenze geniche molto differenti; il limitato numero di individui e il loro isolamento permettono oscillazioni delle frequenze geniche estremamente ampie e casuali che possono portare alla scomparsa di un allele e alla fissazione dell’altro. Si ha d. genetica anche nel caso di un piccolo gruppo di individui che va a colonizzare una nuova zona: se negli individui fondatori c’è un’alta frequenza di un carattere (per es., l’albinismo) la frequenza di questo gene sarà elevata nella nuova popolazione (effetto del fondatore). La selezione naturale riduce la frequenza di questo gene se ha valore adattativo negativo. La d. genetica agisce soprattutto sui geni cosiddetti neutrali con scarso o nullo valore adattativo. (www.treccani.it)

[2] [diségno intelligènte] locuz. sost. m. – Nota anche come creazionismo evolutivo o creazionismo scientifico, il d. i. è una corrente di pensiero nata negli Stati Uniti, secondo cui l’universo e il mondo vivente possono essere spiegati ipotizzando l’intervento di una causa intelligente, una mente superiore che avrebbe realizzato una sorta di progetto. Questa causa superiore non necessariamente va identificata con il Dio delle Sacre scritture. Per il disegno intelligente la perfezione del mondo non può essere spiegata tramite una serie di eventi casuali, che si presentano senza alcuna regia o almeno un programma (come invece afferma la teoria neo-darwiniana). A difesa di questa posizione, comunque, non sono state portate prove scientifiche, poiché i sostenitori del disegno intelligente si sono limitati a evidenziare le manchevolezze della teoria evoluzionista, senza peraltro riuscire a minarla. Da sottolineare il totale disaccordo con questa posizione manifestato dalla comunità scientifica, data l’assenza di qualsiasi prova a sostegno di un’origine soprannaturale della vita. (www.treccani.it)

[3]http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_12081950_humani-generis.html

[4] https://www.independent.co.uk/news/world/europe/pope-francis-declares-evolution-and-big-bang-theory-are-right-and-god-isnt-a-magician-with-a-magic-9822514.html

Campbell, Reece – Biologia. Meccanismi dell’evoluzione e origini della diversità, Pearson,2009.

Charles Darwin – L’origine delle specie, traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011

Richard Dawkins – L’orologiaio cieco (The Blind Watchmaker), Arnoldo Mondadori Editore, 1986

Piergiorgio Odifreddi – In principio era Darwin. La vita, il pensiero, il dibattito sull’evoluzionismo, Longanesi, 2009

Telmo Pievani – Introduzione a Darwin, Laterza, Roma, 2012

https://it.wikipedia.org

 

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