El pais roto. MondoVisioni.

di Pierluigi Bizzini

Sebbene siano 8629 i chilometri che separano l’Italia dal Venezuela, i canti di rabbia, il fuoco dei mortai e delle molotov sull’asfalto delle tangenziali di Caracas e le fiumane colorate di persone riversate sulle strade delle città venezuelane, sono arrivate anche da noi, affollano i nostri schermi e ci raccontano di un disastro in corso. Abbiamo imparato a conoscere il volto di Maduro e i suoi comizi arroganti, il giovane Guaidó e i suoi goffi accenni a colpi di stato imminenti ma quel che non conosciamo è il vero cuore pulsante della rivolta che imperversa l’intero Venezuela, un cuore composto da milioni di contraddizioni, ideali, storie e speranze per un futuro migliore per tutti.
Melissa Silva Franco, con il suo documentario El país roto, ci racconta di questo cuore pulsante che batte nelle strade, ascoltando e registrando voci giovanissime come quella di Joan, uno dei leader del gruppo clandestino “La Resistencia”, fratello di Neomar, vittima diciassettenne degli scontri con la polizia. Giovani studenti e lavoratori che lottano per il proprio futuro, un futuro semplice, fatto di beni primari accessibili e medicine. Scopriremo però che in Venezuela niente è più normale e che gli scontri polarizzano una comunità sempre più divisa, i toni si inaspriscono e l’ombra della guerra civile si addensa sul paese.
La regista viaggerà per le strade del quartiere “23 de enero”, roccaforte chávista, dove si attua un’altra resistenza allineata all’ideale del “comandante eterno Hugo Chávez” e del suo successore Nicolas Maduro. In questo quartiere incontreremo altri volti e altre storie che si intrecciano in trame complesse; esigenze non tanto diverse da quelle dei rivoltosi dall’altra parte della barricata: vivere in pace e la possibilità di costruirsi un futuro.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. complimenti…Pier sono orgoglioso di essere tuo nonno !

    1. E noi siamo orgogliosi di averlo tra le nostre penne 😊

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