ESTATE ALLE PORTE: ALIMENTAZIONE E TINTARELLA

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di Clara La Licata

Ogni anno in questo periodo ci chiediamo quali siano i cibi che fanno abbronzare di più. Il beta-carotene viene da sempre associato alla tintarella estiva. Si tratta di un carotenoide, cioè uno dei pigmenti vegetali di colore giallo e arancione, precursore della vitamina A, contenuto principalmente in alimenti dalla polpa giallo-arancio come carote, albicocche, meloni, zucca, mango, pesche, peperoni ma anche in ortaggi a foglia larga e verde come gli spinaci. Esso comporterebbe una deviazione del colore della pelle verso tinte giallo-arancioni. Infatti, il beta-carotene e gli altri carotenoidi che si trovano nei cibi, se assunti in grandi quantità, possono provocare la carotenodermia, una colorazione arancione-giallastro, appunto, degli ultimi strati epidermici che, ovviamente, sparisce non appena si riduce il consumo di questi alimenti (1). Ma questo non deve essere confuso con l’abbronzatura vera e propria.

Tutti questi alimenti sono si ricchi di beta-carotene, ma contrariamente a quanto si pensa non favoriscono la produzione di melanina. Non esistono alimenti ricchi di melanina perché questo pigmento viene prodotto dai melanociti quando esponiamo la pelle al sole e non esistono cibi che fanno abbronzare nel vero senso della parola. Ci sono, però, certamente cibi che preparano la pelle al sole, predisponendola a ottenere un’abbronzatura molto più omogenea.

Ma in che modo lo fanno, se non aiutano con la colorazione? In realtà il loro effetto sull’abbronzatura riguarda soprattutto la protezione della nostra pelle durante l’esposizione ai raggi solari. Lo scopo è proprio quello di ridurre la capacità dei raggi solari di invecchiare la pelle, fare in modo che essa sia pronta ad ottenere un’abbronzatura più omogenea, bella e che non sparisca in poco tempo. Infatti, numerosi studi hanno dimostrato che il betacarotene, essendo un potente antiossidante, è in grado di contrastare il danno ossidativo causato dai radicali liberi a cui sono sottoposte le cellule quando esposte al sole. Lo troviamo spesso come ingrediente nelle creme solari, ma più con funzione antiossidante che come stimolante del colorito.

Quindi il beta-carotene non aiuta ad abbronzarsi di più, ma ci aiuta ad abbronzarci meglio, proteggendo la nostra pelle e prevenendo la formazione di eritemi causati dal sole.

Ma allora per preparare la nostra pelle su quali cibi bisogna puntare prima di iniziare le vacanze? Oltre a quelli già sopra citati, ricchi di carotenoidi, bisogna scegliere anche tutti quegli alimenti di colore rosso, perché sono ricchissimi di licopene, anch’essa sostanza antiossidante che previene l’invecchiamento della pelle e la protegge dal sole. Quindi via libera a pomodori, anguria, fragole e peperoni. Questi, inoltre, grazie al loro alto contenuto in liquidi e sali minerali, sono in grado di proteggere l’organismo dai colpi di calore e dagli effetti negativi causati da elevate temperature.

Che non vi venisse in mente però di mangiare carote o pomodori a volontà e non usare la crema solare. Se vi esponete al sole, la pelle va preservata con adeguate creme solari protettive.

Oltre a portare in tavola i cibi giusti, per preparare la pelle all’esposizione al sole, però, bisogna mantenerla sempre ben idratata. Ricordiamoci allora di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, aiutandoci, perché no, con un buon tè freddo non zuccherato oppure tisane o acque aromatizzate, anche queste non zuccherate, con frutta e verdura, più gradevoli al palato.

Infine facciamo attenzione a non assumere, in dosi elevate, integratori a base di beta-carotene poiché il World Cancer Research Fund ha dimostrato che l’assunzione quotidiana di questi integratori comporta un aumento del rischio di insorgenza di tumore al polmone nei fumatori o nei soggetti esposti all’asbesto (2). Per questo motivo si consiglia di preferire il suo apporto tramite l’alimentazione.

STUDI

(1) Dietary Carotenoids Contribute to Normal Human Skin Color and UV Photosensitivity
(2) https://www.airc.it/news/supplementi-e-pillole-non-possono-sostituire-il-cibo-fond-gennaio-2020

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