Fiabe faroesi. Libri all’aperitivo.

Fiabe faroesi è un’antologia di fiabe originarie delle Isole Fær Øer, un arcipelago verde che si trova a metà della rotta fra la Norvegia e l’Islanda, in mezzo all’Oceano Atlantico settentrionale.

Una trentina di fiabe brevissime, di non più di due o tre pagine l’una, che vedono come protagonisti a volte personaggi delle fiabe europee tradizionali – come un certo Ceneraccio, che “passa tutto il suo tempo a rimestare le ceneri”, o come due bambini che “un giorno si smarriscono nel bosco e giungono a una casa di frittelle” –  a volte personaggi originali, sconosciuti alle nostre latitudini, come giganti marini e troll a sette teste.

Leggendo queste fiabe veniamo accompagnati in un mondo rocambolesco ma al tempo stesso rassicurante, dove non esiste la distinzione fra reale e fantastico ma è nettissima quella fra bene e male. Un mondo in cui, nonostante ad ogni riga possano comparire una strega o una sirena, coloro che dimostrano generosità e coraggio sono sempre meritevoli di ricevere aiuto e sono destinati a vivere “felici e contenti”,  mentre i cattivi sono sempre condannati a perdere le loro ricchezze, quando va bene, oppure ad essere brutalmente uccisi.

E più leggiamo più ci sembra di poter anche immaginare le lunghe e fredde sere faroesi in cui queste fiabe sono state raccontate e tramandate per secoli, accanto a un paiolo messo a bollire sul fuoco e con in mano un tozzo di pane da inzuppare nel grasso balena.

Entrando tra le righe e le parole di queste fiabe ci si sente vicini al circolo polare artico, si percepisce l’odore dell’erba, e, soprattutto, si sentono le rigide temperature faroesi. Consiglio di riscaldarvi con un bicchiere di vin brulé. Una tazza di vino caldo e aromatizzato che terrà compagnia a voi e ai personaggi che leggete magari davanti ad un camino acceso e sotto una calda coperta. Sono tante le ricette per la preparazione di questa bevanda, per quanto mi riguarda non deve mancare la cannella, il sapore amaro della buccia d’arancia, il pepe nero e l’intenso sapore dei chiodi di garfalo.

Enrica Frigerio

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