Geert Wilders e l’errore con la Corte Costituzionale olandese

di Leopold A. Jansen

Leo è originario della campagna olandese del Flevoland, ma da 19 anni vive e lavora a Rotterdam, dove si è trasferito per amore della grande città e in cerca di maggiore diversità. Fra amicizie e lavoro, coltiva una serie di contatti con la comunità LGBT+ di cui è parte attiva, anche per aver aiutato giovani omosessuali stranieri a integrarsi nella società olandese, offrendo loro ospitalità e supporto. Il PVV (Partito per le Libertà) di cui Wilders è a capo è una realtà importante fra la gente di Rotterdam con cui Leo si incontra (e si scontra) quasi ogni giorno.

Ecco la testimonianza di Leo; sotto trovate la traduzione in italiano.

Geert Wilders, leader of the Party for Freedom (PVV) has a program which is in many respects similar to most other right winged political parties. In particular, his main agenda is his fight against the Islam. It is my believe that this attitude towards the islam has been shaped during the time he worked in Israel and traveled through Arabic countries. A few days ago he sent an anti-Islam Law to our Constitutional Court (in Dutch: Raad van State) for advice. The Court advised not to proceed with this Law. Mr Wilders presents Islam as a threat against which he has rights and reasons to fight. However, acting against Muslim extremists can be perfectly done for instance through the already existing laws against terrorism. Mr Wilders claims his anti Islam Law is about protecting our democracy. However it takes away the freedom of religion from a significant group of people living in the Netherlands, as the Court stated. It discriminates people, while our democratic values are completely the opposite. As a reaction, mr Wilders throws the advice of the Constitutional Court (a very respectable democratic organism) in the trash bin. And here he makes a mistake. What you see now is that people do not buy his story anymore or the trick he plays acting as victim when people, or even an institute like the Constitutional Court, criticize him. We will see what happens in the future but at this moment a new player, the right winged populist party Forum for Democracy, is gaining more and more votes in the polls. The Forum is not my cup of tea either but plays a smarter game. Not holding onto goals which are against our democratic values and impossible to fulfill.

Geert Wilders è il leader del Partito per le Libertà (PVV) olandese. Sotto molti aspetti il suo programma politico non è diverso da quello della maggior parte dei partiti di destra. Nello specifico, il punto principale della sua agenda politica è la lotta all’Islam.
Credo che questa attitudine contro l’Islam si sia formata durante un suo periodo di lavoro in Israele, durante il quale viaggiava attraverso i paesi islamici.
Pochi giorni fa Wilders ha inviato una proposta di legge anti-Islam alla Raad van State (la Corte Costituzionale olandese), in cui ha presentato l’Islam come una minaccia contro cui ha il diritto e tutte le ragioni di lottare. La corte ha risposto dando parere negativo alla promulgazione della legge. Gli estremisti musulmani possono essere combattuti attraverso le leggi già esistenti contro il terrorismo. Wilders sostiene che una legge contro l’Islam servirebbe a proteggere la nostra democrazia, eppure una legge del genere limiterebbe molto la libertà di una parte significativa della popolazione olandese, come ha asserito anche la corte. Sarebbe discriminante per le persone, mentre i nostri valori che sono fondati sulla democrazia sono completamente all’opposto.

Per tutta risposta, Wilders ha cestinato il parere della Corte, un rispettabile organismo democratico. Commettendo un errore. Adesso le persone non crederanno più né alle sue storie né ai suoi trucchi, come assumere l’atteggiamento di vittima quando viene criticato da qualcuno o, come in questo caso, da un’istituzione quale il Raad. Vedremo cosa succederà in futuro ma, al momento, una nuova figura – sempre a destra dello schieramento politico – sta guadagnando parecchi punti nei sondaggi (Thierry Baudet, leader del partito Forum for Democracy ndr). Neanche questo partito è di mio gradimento, ma sta giocando bene le sue carte, senza cercare di ottenere risultati che vanno contro i nostri ideali democratici e che sono anche impossibili da realizzare.

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