Green book di Peter Ferrelly

di Andrea Lo Gioco e
Salvo Di Venti

“La strada è vita”. Questa frase di Kerouac sintetizza perfettamente il rapporto che lega i due protagonisti di Green Book: Tony Vallelonga (Viggo Mortensen) e Don Shirley (Mahershala Ali), un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America degli anni ‘60, una terra di pregiudizi razziali e sociali.

Il Green book era una guida dove erano indicati i luoghi di aggregazione aperti ai neri in un’America in cui le persone di colore erano discriminate e ghettizzate dalla società bianca fintamente buonista.
Quando due mondi completamente contrapposti, due stili di vita e di pensiero avversi si incontrano, ne nasce un percorso comune che sconvolge gli equilibri creandone di nuovi, una differente visione del viaggio, della strada battuta, con la consapevolezza che focalizzarsi su più fronti rende più umani e aperti a ogni possibilità.

Il film di Peter Ferrelly –  che ha ricevuto 5 candidature agli Oscar – sottolinea l’importanza dei rapporti umani veri e profondi con una forte dose di ironia, naturalezza e sagacia, perché “non basta il talento, serve il coraggio per cambiare le persone”.

C’è chi si crede sensibile gustando del buon caviale, chi lo è mordendo del pollo fritto.


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