Greta Van Fleet – Anthem of the Peaceful Army. La fabbrica del vinile.

In questi giorni mi è capitato di parlare con Andrea Arangio (anche lui cura una rubrica musicale su questo blog: “Limone, musica all’agrodolce”) della musica e della sua evoluzione, di quello che nelle grandi città o nelle città artisticamente aperte si trova in giro. In questo momento è possibile trovare di tutto, dalla musica trap, che sta spopolando, alla musica elettronica in tutte le sue sfaccettature ed è molto affascinante ascoltare quello che una sola persona può fare con l’aiuto di strumenti elettronici, ormai alla portata di tutti, certo è però che non è neanche difficile scadere in qualcosa di orrendo.

Durante questa riflessione sulla musica e sul suo ruolo, proprio qualche giorno fa, mi sono ritrovato a guardare Xfactor (so che qualcuno starà storcendo il naso adesso), ho visto un’esibizione di un gruppo che mi è piaciuta un botto, potente, travolgente, hanno spaccato! Il pubblico da casa, però, ha deciso la loro esclusione e così è stato. In quel momento ho pensato “ma le persone non capiscono nulla” (non che io ne capisca) però cavolo, sono stati troppo bravi. Poi a freddo ci rifletti e ti rendi conto che la musica è troppo soggettiva, c’è un concetto di oggettività insindacabile (o quasi) sulla qualità dei musicisti, ma appena si parla di piacere o no, lì entra in gioco la soggettività, l’apertura mentale e il gusto personale.

Ed è così che per puro caso mi sono imbattuto nei Greta Van Fleet, le mie viscere sono state attratte in maniera prepotente dal loro sound, uno stile che molti hanno accostato ai Led Zeppelin, tante discussioni, tante storie vere o false, giuste o sbagliate, ma poco importa, quando ho sentito il loro pezzo “When The Curtain Falls” ho staccato tutto e mi sono fatto trasportare, sono andato nel mio negozio di vinili di fiducia e ho preso il loro ultimo album, così, ad istinto, a gusto personale.

I Greta Van Fleet usano l’impatto muscolare e i timbri metallici dell’hard rock non per trasmettere vibrazioni oscure, ma per diffondere messaggi di pace e amore. Vi consiglio vivamente di ascoltare questo gruppo, che può piacere o no, ma che di sicuro ha un sound e una voglia di fare musica potentissima. I riff di chitarra e i vocalizzi dei fratelli Jake e Josh Kiszka sono la cosa più incredibile, ma il groove creato con Sam (terzo fratello) al basso e Danny Wagner alla batteria sono la spinta che rende alcune di queste esecuzioni una bomba. Lasciatevi trasportare dalle singole canzoni, d’altronde la musica salva l’anima, e non può essere fermata da troppi pensieri, deve scorrere, qualsiasi genere di musica si scelga senza alcuna barriera!

Vediamo se anche a voi vi si “ficca” in mente questo gruppo e non va più via (ovviamente da ascoltare “a palla”)…

Pino Puglisi

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