I primi giudizi sulla Serie A TIM

di Gianluca Balistreri

Tempo di lettura: 4 minuti

Arriva la pausa per le nazionali con essa arrivano le prime dovute valutazioni sul massimo campionato di calcio italiano, arrivano le prime bocciature per tecnici (saltano  le panchine di Giampaolo e Di Francesco rispettivamente al Milan e alla Sampdoria) e giocatori.

La Juve di Sarri le ha vinte tutte, solo la Fiorentina è riuscita a strappare un pareggio ai pluricampioni d’Italia. Grazie l’ultima vittoria sulla strepitosa Inter di Antonio Conte (6 vittorie nelle prime 6 giornate) i bianconeri si portano al comando della classifica, si inizia a vedere un po’ di SarriBall.
La Dea del Gasp vola, diverte, segna, se dovessimo trovare una pecca: subisce qualche rete di troppo ma facendo un gioco così offensivo ci può stare. Deludente in Champions ma al terzo posto in Serie A. Da sottolineare lo sforzo della società nel rinnovare lo stadio, con un nuovo nome il Gewiss Stadium, per portare agli standard richiesti dalle competizioni europee.
Come detto, l’Inter ha vinto le prime sei, non ha convinto del tutto nel gioco ma ha sbalordito la grinta e il cinismo messo in campo, con la Juve è arrivata la sconfitta ma sul campo si è visto tanto carattere e cattiveria agonistica. Sicuramente da apprezzare la campagna acquisti estiva, su di tutti i due innesti a centrocampo, Sensi e Barella, che calcano l’erba di San Siro come se fossero dei veterani. Forse qualche problema nella mancanza di sostituti all’altezza.
L’altra sponda di Milano sta attraversando l’ennesima rivoluzione dopo l’ennesimo fallimento, il vecchio allenatore Giampaolo è stato a tratti indifendibile ma ovviamente non è l’unico colpevole, ma si sa il primo a pagare è sempre il mister. I giocatori acquistati non erano funzionali al progetto tattico del mister, quasi come se non avessero creduto a priori nel progetto. La maglia numero 9 dei rossoneri sembra veramente stregata, Piatek è irriconoscibile, vedremo se Pioli riuscirà a recuperare anche il polacco artefice lo scorso anno di prestazioni spettacolari mostrandosi un bomber infallibile e fare rialzare la testa a questo storico club.

Le due genovesi affondano un periodo nero, sono ultime!
La Sampdoria ha già cambiato allenatore, la loro stagione doveva essere spumeggiante. I presupposti erano buoni con un mister molto offensivo e pro giovani come Di Francesco ma purtroppo è stato breve e fallimentare. Le cessioni importanti come Praet e Anderson non sono state seguite da inserti di qualità, neanche la trattativa del cambio societario avrà reso l’ambiente rilassato, vedremo al ritorno dalla pausa per le nazionali.
Il Genoa è molto altalenante con le prestazioni, la rosa sembra buona…forse un po’ acerba. Il mister sembra in bilico ma per adesso la società dà fiducia ad un maestro come Andreazzoli, che dà priorità al gioco, per rialzare la nave dal tracollo.

Il Napoli ha iniziato la stagione in maniera spumeggiante, l’undici pertenopeo giocava un calcio offensivo capace di incantare e segnare parecchi gol ma con la difesa ballava e iniziavano ad arrivare le prime critiche alla nuova coppia di centrali Manolas Koulibaly. Adesso la linea difensiva sembra essersi consolidata ma di contro i gol faticano ad arrivare. Da rivedere e migliorare la forma del capitano Insigne, di Milik e del nuovo acquisto Lozano (il giocatore più pagato nella storia dei campani). Pare che un anno di Ancelotti non sia bastato per assorbire gli schemi e il lavoro tattico da fare è ancora molto.

Le due romane faticano.
La Lazio è bella da vedere, armoniosa e compatta ma ha grossissimi problemi di realizzazione, pochissima freddezza sotto porta e una marea di legni colpiti dagli uomini di Inzaghi. I nomi ci sono da Immobile ai due fenomeni del centrocampo Milinkovic-Savic e Luis Alberto, senza dimenticare l’ottimo Acerbi. Soprattutto lo spagnolo, dopo le grosse difficoltà dello scorso anno ad ambientarsi in un nuovo ruolo, sembra essere in stato di grazia.
La Roma deve sistemare il baricentro, difendendo più da squadra. Il tecnico Fonseca può, però, recriminare contro la sfortuna, molti giallorossi in questi primi mesi hanno avuto infortuni non prevenibili e anche abbastanza gravi (tra gli altri: Florenzi, Spinazzola, Zappacosta, Diawara, Mikitaryan, Under, Pellegrini e Perotti).

Cagliari, Fiorentina e Torino sono le squadre che hanno più stupito, ottimo calcio, buoni interpreti e tecnici coraggiosi. Sono pronti a sfruttare gli eventuali passi falsi delle grandi e per cercare di occupare le posizioni in classifica utili per l’Europa, il cammino è lungo ma convincono.
Il Cagliari per i suoi cent’anni vuole farsi un regalo e dopo la campagna acquisti scoppiettante, deve sognare.
La Fiorentina ha iniziato a far punti da tre partite ma i risultati e il bel gioco si vedono dalla prima giornata nella divertente partita con il Napoli persa 4-3. Degno di nota Ribery, premiato come miglior giocatore del mese di settembre che si conferma il campione che tutti abbiamo ammirato in Germania e con la maglia della nazionale francese. Montella a forte rischio di esonero dopo il filotto di 12 partite senza vittoria (lo scorso, dal suo arrivo a marzo, non aveva mai portato a casa i 3 punti) adesso può respirare e portare la sua idea di calcio.
Il Torino si conferma squadra ostica trascinata dal suo capitano, Andrea Belotti, un vero campione.

Spal e Sassuolo sono le mie delusioni di inizio anno, hanno necessità di ritrovare la fame e l’umiltà degli ultimi anni.
Il Sassuolo ha venduto tantissimo e ha bisogno di un po’ di tempo.
La Spal ha venduto il miglior giocatore, Lazzari, e sembra averne risentito molto. Deve trovare la quadratura per uscire dal ciclone retrocessione. Da evidenziare la perdita di due giocatori fondamentali come D’Alessandro e Di Francesco. Il peso della squadra è tutto il bomber trascinatore: Petagna.

Le neo promosse promettono bene, nessuna delle tre entra in campo già sconfitta, anzi lotta e risponde colpo su colpo mettendo. Faccio i miei complimenti a Corini, Juric e Liverani.

L’Udinese è solida difensivamente ma deve ritrovare il suo finalizzatore Lasagna e il suo fantasista De Paul. La squadra è concreta come il mister Tudor che siede, molto poco, in panchina. La salvezza sembra alla portata.
Il Parma è molto simile allo scorso anno, il contropiede è la loro arma migliore, dipendenti da Gervinho ed anche loro sono in attesa dei gol del loro bomber Inglese lasciato in panchina per scelta tecnica nelle ultime due partite.

Per ultima lasciamo il Bologna, grintoso come il suo tecnico Mihajlovic che nonostante la sua lotta personale contro la malattia riesce a spronare i suoi ragazzi e appena può è lì in panchina a guidare i suoi.

Buon campionato.

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