Il calcio ai tempi del coronavirus

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di Giovanni Adamo

COVID-19: si tratta forse di una competizione intercontinentale disputatasi lo scorso anno? O forse dell’acronimo del nuovo fenomeno del calcio mondiale?

Cari amici di TerraMatta, la risposta esatta è… niente di tutto ciò!

COVID-19 è più semplicemente l’abbreviazione di coronavirus disease 19, o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2, maggiormente nota come malattia da Coronavirus 2019.

Il suo arrivo nella nostra penisola ha generato una psicosi degna di una finale mondiale, o meglio ancora, della fine del mondo!

Mascherine e gel disinfettanti venduti come fossero acqua nel deserto, supermercati svaligiati di ogni bene, attacchi isterici dopo un semplice starnuto, sono, infatti, solo alcuni dei postumi della sbornia da coronavirus che dallo scorso weekend si registrano in tutta Italia.

Con un pizzico di ironia, proviamo per un attimo a mettere da parte ansie e preoccupazioni che in questi giorni la fanno da padrona e, lasciandoci trasportare dalla fantasia, provate ad immaginare il nostro stivale, isole comprese ovviamente, racchiuso in un ipotetico rettangolo di gioco all’interno del quale sono proprio le regioni a rappresentare i 20 giocatori di movimento. (Colgo l’occasione per esprimere il massimo rispetto per le vittime del Coronavirus e per le loro famiglie, alle quali va il mio cordoglio.)

Utilizzando una sorta di metafora calcistica, proviamo a ricostruire i momenti salienti, nonostante risulti ancora da identificare il calciatore, in arte “paziente zero”, che ha dato il via al match più seguito d’Italia: “Incoronati vs Non Infetti”.

Dopo una prima fase di studio che ha visto la manovra svilupparsi soprattutto nella trequarti padano-lombarda, è stata proprio la Lombardia a prendere in mano le redini del gioco, smistando inizialmente palloni corti e infetti con i vicini di reparto Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, per poi affidarsi alla tattica del lancio lungo, cogliendo di sorpresa persino la lontana difesa siciliana soprattutto nel gioco aereo.
Con il trascorrere dei minuti la manovra offensiva degli “incoronati” si è fatta sempre più incalzante ed incisiva.
Grazie ad una fitta ragnatela di “passaggi infetti”, che hanno incluso maggiormente nel gioco anche Liguria, Marche, Toscana e Lazio, l’iniziale tattica dei “Non Infetti”, basata per lo più su attesa e contropiede, è stata valicata.

Il primo tempo si è, quindi, concluso con una netta superiorità degli “Incoronati” che hanno saputo imporre il loro gioco, sfruttando al meglio ogni singola disattenzione difensiva e generando panico e scompiglio negli avversari, nonché tra i loro sostenitori.

Come spesso accade nel calcio, l’intervallo è arrivato come una manna dal cielo per l’allenatore Giuseppe Conte (in questo caso non si tratta del ben più noto, almeno in ambito calcistico, Antonio, al quale si potrebbe più facilmente pensare dato il contesto).
Dopo una strigliata ai suoi giocatori e un necessario consulto con il suo staff tecnico e medico, l’allenatore nato a Volturara Appula e devoto a San Pio da Pietrelcina, al quale avrà certamente rivolto le sue preghiere, ha ridisegnato la squadra dal punto di vista tattico, chiedendo una maggiore intensità nel pressing e tentando di “isolare” le maggiori fonti di gioco avversarie con delle apposite marcature a uomo.

Dopo una prima frazione shock, i “Non Infetti” sono riusciti pian piano a rialzare la testa, cercando di “tamponare” quanto più possibile le folate offensive degli avversari e chiudendo tutti gli accessi ai giocatori rivali più caldi ed ispirati.
La squadra di Conte, forte della spinta dei suoi rinvigoriti tifosi, è riuscita anche a ridurre lo svantaggio accumulato durante la prima metà di gioco, lasciando così la porta della vittoria finale ancora aperta.

In vista della partita di ritorno, decisiva per l’assegnazione della Humans Cup, il premier Conte, pardon il Mister, spera, inoltre, di poter contare sul recupero di alcuni dei giocatori più importanti, al momento bloccati in infermeria.

Per tutti gli amanti delle statistiche: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.

Rewind…

Dopo una fantasiosa, seppur non troppo, cronaca del match tra “Incoronati e Non-infetti”, è tempo di tornare alla realtà.
Eh già, ma quale realtà? Quella fatta purtroppo di rinvii, polemiche, accuse reciproche ed interessi economici da garantire?
Oggi più che mai, infatti, viene da pensare che il mondo del calcio sia proprio nel pallone!!
Continuare ad alimentare questa fiamma, però, non è certamente né mia intenzione né, tanto meno, fine ultimo di questo pezzo.

A tal proposito, rimando a quello che, a mio modo di vedere le cose, ritengo sia il pensiero più saggio esposto in questi giorni a riguardo, ovvero quello del giornalista e scrittore Matteo Marani a Sky Sport24:

Oggi nel mondo del calcio è arrivato il principio di verità, che è quello che attraversa tutte le nostre vite quando smettiamo di essere bambini. Oggi il mondo calcio – che spesso è un mondo un po’ viziato, bambinesco, che vive ovattato fuori dalla realtà – si è scoperto uguale esattamente a tutto il resto del mondo.
Il calcio ha sempre avuto le sue regole, ma ora queste regole passano in secondo piano rispetto alle regole generali, della salute pubblica. Il calcio smetta di pensarsi diverso, chieda al Governo cosa deve fare e si adegui.
La salute pubblica è la cosa prioritaria. La tutela della salute pubblica è garantita dal Ministero della Sanità, attraverso l’Istituto Superiore della Sanità, attraverso tutti quelli che sono i canali di informazione, di conoscenza scientifica. Ci rimettiamo nelle mani della scienza, della medicina: devono dire loro esattamente cosa fare…Non dobbiamo deciderlo noi, né chi in queste ore sta scrivendo in maniera forsennata e disinformata sui social.
Spetta al Comitato Tecnico Scientifico e a chi sta lavorando giorno e notte per dare sicurezza a tutti. Solo loro ce lo possono dire.
Se si può giocare a porte chiuse si continua a giocare e si va avanti, se non si può giocare bisognerà prendere altri provvedimenti perché, ripeto, prima viene il Paese, la sicurezza dei suoi cittadini, la salute nostra e delle generazioni future.”

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/03/04/lega-serie-a-coronavirus-rinvii-marani

Non ci resta dunque che attendere e rispettare le opportune direttive che verranno fornite dagli organi competenti.

Colgo l’occasione per esprimere il massimo rispetto per le vittime del Coronavirus e per le loro famiglie, alle quali va il mio cordoglio.

Dato il particolare momento che il nostro Paese sta attraversando, ho deciso di stemperare un po’ la tensione con una simpatica rivisitazione di un classico della musica italiana (non me ne vogliano i Ricchi e Poveri)

Seria A, che sarà

Paese mio che stai davanti alla TV
Disteso come un vecchio addormentato
La noia, l’abbandono, niente
Solo la tua malattia
Paese mio cosa vuoi che sia, il coronavirus andrà via

Che sarà, che sarà, che sarà
Che sarà della mia amata Serie A?
Salta tutto o forse niente
Da domani si vedrà
Seria A, sarà quel che sarà!

Pallone mio, ti sfioro con il tacco
Che fu la fonte del mio primo amore
Ti dò l’appuntamento
Come e quando non lo so
Ma so soltanto che ti guarderò…forse solo su DAZN!

Che sarà, che sarà, che sarà
Che sarà della mia amata Serie A?
Con me porto la mia palla
Se la notte piangerò


Due passaggi contro il muro io farò
Gli amici miei son quasi tutti in quarantena
Per gli altri di rischiar non val la pena
Peccato! Perché stavo bene
In loro compagnia
Ma tutto passa e tutto se ne va!

Che sarà, che sarà, che sarà
Che sarà della mia amata Serie A?
Salta tutto o forse niente
Da domani si vedrà
Serie A, Serie A, sarà quel che sarà!

La potenza intellettuale di un uomo si misura dalla dose di umorismo che è capace di utilizzare.”
GIORGIO DE CHIRICO

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