Il dito medio di Galileo: La terra è rotonda. Nulla ha senso in biologia se non alla luce dell’evoluzione. I vaccini non causano l’autismo.

La terra è rotonda. Nulla ha senso in biologia se non alla luce dell’evoluzione. I vaccini non causano l’autismo.

Oggi essere contrari alle prime due affermazioni può al massimo provocare ilarità e guadagnarsi una sonora pernacchia, ben diverso è il discorso se si è antagonisti dell’efficienza dei vaccini: le conseguenze di campagne infondate e screditanti possono esporre a seri rischi gran parte della popolazione.

Troppi effetti collaterali, ingredienti pericolosi, conseguenze catastrofiche, lobby spregiudicate e scarsa efficacia, sono solo alcune delle argomentazioni portate dai ferventi no-vax per sostenere le proprie posizioni nonostante la comunità scientifica e le innumerevoli evidenze sperimentali riportino tutt’altro, le statistiche sono a favore della vaccinazione essendo i benefici notevolmente superiori ai rischi.

Le vaccinazioni sono una delle armi più efficaci per la prevenzione delle malattie infettive ed hanno contribuito in maniera molto determinante ad aumentare la speranza di vita delle popolazioni, con un impatto altamente positivo sulla salute. Basti pensare che grazie all’utilizzo dei vaccini è stato debellato il vaiolo, sono quasi scomparsi il tetano, la poliomielite, la difterite e sono state notevolmente ridotte altre malattie quali il morbillo, la rosolia, la parotite, l’epatite B e la meningite.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) individua nel 95% [1] la soglia per raggiungere l’immunità di gregge.  Se la quota di individui vaccinati all’interno di una popolazione raggiunge questo valore, si arresta la circolazione dell’agente patogeno. Il raggiungimento di tale soglia consente, quindi, di tutelare anche i soggetti fragili che, a causa delle loro condizioni di salute, non possono essere vaccinati. L’Italia purtroppo non è una nazione virtuosa, dai dati del Ministero della Salute, nel 2016 la copertura vaccinale era pari all’89% salita al 92% nel 2017. Il mancato raggiungimento della soglia del 95% ha causato, negli ultimi due anni, lo svilupparsi per esempio di focolai di morbillo: 4885 casi e quattro morti nel 2017 [2] e 2029 casi e quattro morti nel corso di quest’anno [3].

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Ma nel concreto cosa sono i vaccini?

I vaccini sono dei preparati che simulano il primo contatto con un agente patogeno stimolando una risposta immunitaria simile a quella causata dall’infezione che si vuole prevenire, senza però causare la malattia e le sue complicanze. Questo meccanismo si basa sul principio della memoria immunologica, ovvero la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei sono venuti a contatto con il nostro organismo in passato e di dare una risposta veloce mediante la produzione di anticorpi specifici.

I vaccini possono essere costituiti da virus o batteri uccisi o attenuati (che hanno perso la loro virulenza), oppure esclusivamente da alcuni loro antigeni (molecole in grado di indurre una risposta immunitaria), o da sostanze prodotte dal microrganismo rese sicure (tossoidi), o ancora da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica.

Oltre al principio attivo, a seconda del tipo e della modalità di preparazione, possono richiedere l’aggiunta di sostanze dette adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a sviluppare una protezione migliore e più duratura e di minime quantità di conservanti, stabilizzanti o antibiotici, in modo da garantire nel tempo la loro stabilità e prevenire la crescita batterica. Solo dopo controlli e test estremamente rigidi i vaccini possono essere immessi sul mercato.

Nonostante gli innumerevoli dati a favore, i significativi successi e le sperimentazioni che ne hanno confermato l’efficacia e la sicurezza, è difficile comprendere come riescano a circolare gravissime bufale che altro non fanno che interferire con la corretta divulgazione scientifica. Per esigenze di sintesi, ho riportato i dati utili a screditare solo alcune tra le più assurde teorie no-vax che la comunità scientifica ha esaustivamente e ripetutamente sconfessato:

  • “I Vaccini provocano l’autismo”

Definita anche “la madre di tutte le bufale” è assolutamente un’affermazione falsa. La presenza di una possibile associazione causale tra vaccini ed autismo è stata enormemente studiata e non è stata evidenziata alcuna correlazione [4][5][6][7][8]. La leggenda del legame tra vaccini e autismo nasce nel 1998, quando fu pubblicato sulla rivista scientifica Lancet uno studio condotto dal medico inglese Andrew Wakefield, sul possibile legame tra autismo e vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia). Lo studio si rivelò privo di fondamento, tanto che fu ritirato dalla rivista[9] con la relativa radiazione dall’albo di Walkefield. La bufala fu smascherata dall’inchiesta di Brian Deer[10][11], giornalista del The Sunday Times. Fu scoperto che i risultati erano stati contraffatti per interesse economico, ma la pubblicazione ebbe il tempo di avere i suoi effetti, provocando il panico e un pericoloso calo delle vaccinazioni.

  • “10 vaccini sono un rischio: troppi in bambini così piccoli”

Possiamo rassicurare fra tutti il ministro del tutto Salvini con l’aiuto dei dati. Per valutare il “peso” di un vaccino sul sistema immunitario si può considerare il numero di antigeni in esso contenuti. Nel caso dei microrganismi, gli antigeni sono costituiti in gene da proteine o polisaccaridi. La somministrazione dei 10 vaccini obbligatori (contro epatite B, tetano, poliomielite, difterite, morbillo, parotite, rosolia, pertosse, H. influenzae, varicella) equivale a 168 antigeni[12] introdotti nei bambini al compimento dei due anni di età. Aggiungendo a questi i 4 vaccini raccomandati (quelli contro meningococco B e C, rotavirus e pneumococco) si arriva a 674 antigeni[13][14].
Questo numero di antigeni può rappresentare sovraccarico per il sistema immunitario di un bambino? Se pensiamo al momento del parto, un neonato nell’attraversare le vie genitali materne entra in contatto con un mondo pieno di microrganismi, e soprattutto di antigeni, che il suo sistema immunitario deve riconoscere per la prima volta. Già negli istanti dopo la nascita inizia a vivere in un mondo letteralmente invaso dai microrganismi, ne troverà ovunque: da quelli presenti sulla pelle dei genitori a quelli presenti nell’ambiente, nel cibo che ingerisce e nell’aria che respira. Pensate, uno studio ha rilevato che in un metro cubo di aria, sono presenti un numero di virus compreso tra 1,6 e 40 milioni e tra 860mila e 11 milioni di batteri[15]. Sarebbe superfluo pure quantificare il numero di antigeni per capire che l’affermazione di partenza è totalmente falsa.

  • “I vaccini contengono sostanze dannose”

Alcune delle sostanze contenute nei vaccini, mi riferisco soprattutto ad adiuvanti e conservanti, sono state al centro di controversie per il loro presunto ruolo nell’insorgenza di patologie. In particolare un conservante contenente mercurio, il Thimerosal, è stato accusato erroneamente[18][19][20][21] di provocare l’autismo ed in via precauzionale  eliminato dai vaccini pediatrici. Nessuno studio ha mai dimostrato che gli additivi (adiuvanti e conservanti) alle dosi contenute nei vaccini possano determinare problemi di tossicità[18][19]. Le quantità di mercurio (conservante), sali di alluminio(adiuvanti utilizzati per amplificare la risposta immunitaria), formaldeide (utilizzata nei processi di uccisione dei microrganismi e poi rimossa) e possibili nanoparticelle di metalli pesanti sono in concentrazioni  bassissime[24][26][27], nell’ordine dei µg (ovvero un milionesimo di grammo), molto al di sotto dei limiti di tossicità indicati dall’OMS[22][23][25] e in quantità inferiori rispetto alle dosi delle stesse particelle con cui entriamo in contatto ogni giorno nell’ambiente in cui viviamo o attraverso i cibi [24][26][27].

  • “I rischi delle vaccinazioni sono catastrofici”

Il rischio che comporta la somministrazione di un vaccino, per essere valutato correttamente, deve essere confrontato ovviamente con quello che si corre contraendo la malattia. Spesso una scorretta percezione di questa relazione provoca in alcuni una sovrastima dei primi e una sottostima dei rischi derivati dal contrarre la malattia. Come ogni farmaco, anche i vaccini possono avere effetti collaterali, per avere un’idea più precisa del rischio a cui espongono proviamo a valutare i dati relativi ad alcuni rischi del vaccino MP. Le complicazioni più comuni, 1:10 – 1:100 casi circa, attribuibili al vaccino sono la febbre, il rossore e il dolore nella zona di iniezione, eruzioni cutanee e l’ingrossamento delle ghiandole salivari[28]. Quelle più gravi, reazioni allergiche come lo shock anafilattico, che solitamente si manifestano pochi minuti dopo la vaccinazione, sono stimate nell’ordine di 1:1.000.000 casi[28]. A parte questi episodi le statistiche parlano chiaro: le probabilità di conseguenze gravi sono molto meno rispetto a quelle di morire a causa del  morbillo 1:1000[28]. Un altro esempio: il vaccino contro l’epatite B provoca shock anafilattico con una probabilità di 1:600.000. L’epatite B acuta provoca 500 morti ogni 10.000 casi e prima della vaccinazione diffusa, ogni anno in Italia morivano 9.000 persone per patologie legate all’epatite B[28]. I numeri parlano chiaro.

L’introduzione delle vaccinazioni è stato uno degli interventi di sanità pubblica più importanti per l’umanità. Essa ha determinato una riduzione del tasso di mortalità, ospedalizzazione e degli eventuali esiti invalidanti dovuti alle patologie prevenibili. È molto importante che la maggior parte possibile della popolazione sia vaccinata, perché solo riducendo il numero di coloro che possono ammalarsi si rende difficile la propagazione e la riproduzione dei patogeni responsabili di pericolose malattie. È per questo motivo che in molti paesi i vaccini sono obbligatori e gratuiti proprio per raggiungere degli standard accettabili di protezione. I dubbi possono essere legittimi, ma gli strumenti per soddisfarli sono molti ed esaustivi, sforziamoci di non credere alle sciocche superstizioni prive di fondamento, consultiamo i medici, verifichiamo le fonti ed accertiamoci sui dati; il diritto alla salute è un diritto di tutti anche dei soggetti più fragili ed è un dovere di ogni individuo garantirlo.

Michele Stella

Note

  1. European Vaccine Action Plan 2015–2020 www.euro.who.int/en/health-topics/disease-prevention/vaccines-and-immunization/publications/2014/european-vaccine-action-plan-20152020-2014
  2. Ministero della Salute: morbillo in Italia, bollettino settimanale n. 35 www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3216
  3. Morbillo & Rosolia News, Luglio 2018 http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/bollettino.asp
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  1. Brian Deer’s Sunday Times investigation https://briandeer.com/mmr/lancet-summary.htm
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