Il sacrificio del cervo sacro – Yorgos Lanthimos

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Titolo originale: The Killing of a Sacred Deer
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Irlanda, Stati Uniti d’America, Regno Unito
Anno: 2017
Durata: 121 min
Rapporto: 1.85:1
Genere: drammatico, thriller, orrore, grottesco, fantastico
Regia: Yorgos Lanthimos

Aulide era una polis della Beozia, nella Grecia antica, e ha avuto una grande importanza nella mitologia classica. La città è presente sia nell’Iliade che in una tragedia di Euripide, Ifigenia in Aulide. Il mito vuole che le flotte dell’esercito greco, dirette a Troia, fossero bloccate sulle coste della Beozia a causa di una bonaccia e affinché i venti tornassero a spirare, l’indovino Calcante raccomandò il sacrificio della figlia di Agamennone, capo dell’esercito acheo, alla dea Artemide. 

Agamennone persuaso da Ulisse decise di immolare la figlia Ifigenia.

Il regista Yorgos Lanthimos prende spunto dal mito di Ifigenia, per mettere in scena Il sacrificio del cervo sacro: una storia spiazzante, capace, nella sua spietata freddezza, di sconvolgere anche il più impassibile degli spettatori.

TRAMA

Steven Murphy (Collin Farrel) è un cardiochirurgo di successo, sposato con Anna (Nicole Kidman) e padre di due figli diligenti e rispettosi. Un giorno di qualche anno prima beve un paio di bicchieri prima di eseguire un’operazione sul signor Lang, che infatti non va a buon fine e il paziente perde la vita.
Il protagonista sente un forte senso di colpa nei confronti della famiglia Lang e prende sotto la sua ala protettiva Martin Lang, il figlio adolescente. Il dottore cerca di rimpiazzare, seppure in modo impacciato, la figura paterna venuta a mancare al giovane. All’inizio gli incontri con Martin sono saltuari, ma pian piano i contatti si faranno più frequenti, e il ragazzo inizierà a cercare Steven sia sul posto lavoro che a casa, risultando sempre più invadente.
Steven giustifica il suo bisogno di attenzioni, ma poi lo invita gentilmente ad allontanarsi. È in quel momento che Martin gli comunica il destino al quale andrà incontro tutta la famiglia Murphy: il dottore ha ucciso suo padre e per bilanciare la situazione lui stesso dovrà uccidere un membro della sua famiglia.

Se questo non avverrà, per entrambi arriverà la malattia che lentamente li condurrà fino alla morte.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Sin dalle prime scene si percepisce un’inquietante freddezza, sottolineata per tutto il film attraverso lentissime inquadrature e una recitazione cruda e magnetica dei protagonisti. Il messaggio è chiaro: ogni singolo individuo cela un animo gelido e niente potrà mai scaldare quella freddezza, neppure il calore di una famiglia unita e amorevole.

Quello che con estrema semplicità si coglie dal film è l’impossibilità dell’essere umano, per quanto alto sia il suo status sociale, di avere il controllo assoluto sulla propria vita e sugli equilibri e le dinamiche a cui va incontro.

Il sacrificio del cervo sacro ci obbliga a riflettere sul ruolo dell’uomo nella società. Ci illudiamo che il progresso sia solo merito nostro, che la prosperità e il benessere ci siano dovuti dopo tutti i nostri sforzi. Ci sentiamo grandi e potenti fino al punto di sfidare gli dei e metterne in dubbio l’esistenza.

Mettendo dunque tutti i tasselli al proprio posto, durante la visione del film ci troveremo davanti il mosaico che Yorgos Lanthimos voleva rappresentare, quello di una società glaciale che cerca disperatamente di aggrapparsi alla poca umanità rimasta.

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