Il teatro di Elisa Di Dio e tanto altro.

di Elisa Di Dio

Nel silenzio delle scorse settimane, insieme all’assestamento graduale dentro un momento diverso della mia vita, c’è stato un grande lavoro legato alla presentazione del mio primo libro, e il debutto di una nuova produzione teatrale.

“Teatro al centro” contiene sei testi per la scena ma anche la narrazione della nascita della Compagnia dell’Arpa, più di trent’anni fa con interventi di Angelo Di Dio e Mariangela Vacanti.

Impressiona dare questi numeri.

Davvero è passato tutto questo tempo? Eppure è cosi: siamo diventati una delle realtà artistiche di sicuro rilievo nella compagine teatrale della nostra isola e in qualche misura del panorama nazionale. Non lo dico per puro vanto, lo dicono i numeri, le produzioni, la presenza a rassegne nazionali, i teatri che hanno programmato nostri spettacoli, a Roma, Palermo, Bologna, Milano, le collaborazioni, i riconoscimenti, le recensioni. Una storia familiare e d’arte che sicuramente ha lasciato il segno e continua a farlo nel nome del Teatro.
Nel libro, per ogni testo sono elencati debutto, repliche, nomi degli attori, storie, genesi e ispirazione da cui è partita la scrittura.
Il mio editore, Maurizio Vetri, con grande intelligenza e professionalità ha proposto il libro a una fiera dell’editoria a Gela, dedicata ai giovanissimi: è stato meraviglioso incontrare piccoli lettori pieni di entusiasmo e curiosità. Vederli acquistare il libro, chiedere dedica e selfie mi ha seriamente fatto gioire. E ancora, al Vittoria Peace Film Fest, organizzato dal bravissimo Giuseppe Gambina, insieme alla moglie Antonella, in collaborazione quest’anno col festival del cinema di frontiera di Marzamemi, insieme.al suo direttore, il regista Nello Correale, Teatro al centro ha raccolto consensi e interesse. Per non parlare della presentazione avvenuta il 20 dicembre a Enna con la Società Dante Alighieri. Il professore Pietro Colletta docente dell’Unikore, presidente della sezione ennese della Dante, e la preside Paola Rubino hanno raccontato il libro a una platea piena da non crederci, e attenta. Sei bravissimi ragazzi, neoassociati della Dante, ci hanno regalato una mise en espace del primo testo del libro, dal titolo “Come due figli”. Musica, lacrime, risate, dediche da firmare, recensioni sui social, gente che mi ferma per strada per ringraziarmi, sono attestazioni di stima e di affetto che sì, lo ammetto, mi commuovono.
Grazie di cuore a tutti, e anticipo il fatto che presto ci saranno nuove presentazioni a Palermo, a Leonforte, a Catania. Rischio seriamente di credere di essere una vera scrittrice, mannaggia.

Procede intanto il cammino di “M.me Barbebleue”, che ha debuttato lo scorso 28 dicembre nel minuscolo, meraviglioso Teatro d’essai “La Condotta” guidato dal visionario attore e regista Michele Celeste. Debutto e prime repliche confermano il fatto che questa ingenua, irriverente, tragicomica signorina Barbebleue piace. Assai. Applausi ovunque. La fiaba è quella di Perrault, ma la voce è quella della ragazza senza nome presente nella storia. Si parla di violenza di genere, ma si ribaltano ruoli, piani del racconto, la stessa morale della fiaba. Si dà un calcio alla retorica che ammanta questo tema, tanto urgente, quanto spesso grondante ovvietà nelle forme della rappresentazione. Se vi capita, venite a trovare la signora Barbebleue a Calascibetta, al teatro Contoli Di Dio, a metà febbraio. È in corso d’opera la realizzazione di un evento teatrale speciale di cui presto darò dettagli.

Scrivo questo pezzo mentre preparo il bagaglio e sono pronta per una nuova avventura. Lo spettacolo “Didon now”, di Lina Prosa, con me e il danzatore Giorgio Cannata, per la regia di Andrea Saitta, le musiche di Michele Di Leonardo, le scene e i costumi di Luca Manuli, vola a Milano, al Teatro Libero per la prestigiosa rassegna “Palco off”, organizzata dall’attrice e regista Francesca Vitale. Milano in questi giorni diventa un po’ ennese e sono felice; sì, perché ogni volta che salgo su un palco fuori dalla Sicilia, porto in scena la mia terra, con le sue ombre e le sue luci, il suo mistero e la sua solitudine. A Milano siamo stati già con altre produzioni e ogni volta l’accoglienza è stata potente e magnifica e quello che più colpisce è l’affetto di un nutrito gruppo di ennesi, quasi tutti giovani o giovanissimi, che sera per sera viene a vedere lo spettacolo. Non so se le cose che facciamo sono belle, sento però che sono giuste, nel senso che lasciano un segno, danno senso alla vita, non sono mai frutto di calcolo e ritorno economico, danno piuttosto forma alla creatività, e all’immaginario di chi le vive da spettatore, aggregano energie nuove, soprattutto quelle dei giovani che ci cercano e ci scelgono senza che noi facciamo particolari sforzi per intercettare il loro gusto e la loro attenzione, nel senso che tutto avviene spontaneamente, nella libertà dell’urgenza creativa. Esemplare, in tal senso, la risposta alla. rassegna promossa dalla rete teatrale Latitudini e dalla associazione Contoli Di Dio di Calascibetta che, sera per sera, registra pienone di presenze, fra abbonamenti e biglietti staccati, mentre giunge la bella notizia che proprio al piccolo cine teatro xibetano, sede degli eventi in cartellone, è stato concesso un finanziamento proveniente da un bando regionale per la ristrutturazione e il completamento della dotazione strumentale per spettacoli dal vivo. Comincia bene, per il nostro teatro, insomma, questo 2020.

Applausi (se vi va).
Sipario.
A presto.

Questo articolo ha un commento

  1. Bello e appassionante l’articolo. Complimenti, Elisa

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