IL TRADITORE di Marco Bellocchio

di Andrea
Lo Gioco

Il ventiseiesimo film di Marco Bellocchio, presentato come unico film italiano al Festival di Cannes, narra la storia del “boss dei due mondi”, Tommaso Buscetta, e delle vicissitudini che lo portarono a pentirsi e a raccontare la struttura, le alleanze, il potere di Cosa Nostra.
Le sue dichiarazioni diedero il via al Maxiprocesso del 1986. Buscetta non è un eroe, ma il film di Bellocchio lo rende, agli occhi dello spettatore, un uomo coerente con i suoi ideali di mafia. Trovando nella figura del giudice Falcone un uomo con un forte senso di giustizia e verità contro ogni tipo di compromesso, Buscetta si pentirà per un istinto di sopravvivenza e difesa dei suoi familiari non uccisi dai Corleonesi.
Buscetta rivendica il suo passato mafioso “tradito” dalla violenza e dalla spietatezza dei Corleonesi e cercando una sorta di riscatto morale, che però nessuno può e potrà mai concedergli. Pierfrancesco Favino interpreta lodevolmente Tommaso Buscetta, non rendendolo una caricatura ma calandosi pienamente in un ruolo di difficile interpretazione a causa delle molte sfaccettature caratteriali del boss. Un biopic su uno dei punti oscuri della nostra storia, ossia il rapporto tra Stato e Mafia, due realtà non sempre agli antipodi e in contrasto tra loro ma purtroppo spesso indissolubilmente intrecciate. In alcune parti della pellicola Bellocchio tende a teatralizzare la storia, e i personaggi attorno a Buscetta risultano essere quasi tutti delle ombre, defilati, secondari al plot. Luigi Lo Cascio, che interpreta Totuccio Contorno e Fabrizio Ferracane nei panni di Pippo Calò, offrono due intense interpretazioni. 

Il film di Bellocchio è stato selezionato tra i film italiani che rappresenteranno il nostro paese agli Oscar nella categoria “Miglior film straniero”,  lanciato dalla critica e da un ottimo riscontro del pubblico. 

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