Incroci – Poesia

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di Roberta Truscia

Come spaventapasseri su case abbandonate
allontanate corvi del malaugurio
che portano molliche di emozioni,
banderuole su case pietrificate
evitate venti del futuro
che portano sabbie di battiti di cuori.
Volete non lasciare traccia, 
non le interferenze, non le coincidenze,
non la pesantezza del passo deciso
o di quello incerto, di un passo.

Credete nel foglio lasciato vuoto,
nella presenza fino al punto in cui
prende forma e s’illumina
perché la luce e la forma, no.

Avvertite la necessità di vivere in parallelo, 
mai al centro o incontro o accanto,
paralleli, senza incroci 
né modi per vedersi da vicino, scoprirsi.

Per fortuna conosco membri
di una specie che parrebbe in estinzione,
insieme camminiamo pieni di ferite
e mano nella mano, nelle vie di montagna
ci consegniamo un po’ di vita e le more
che troviamo tra i rovi. 
Fino all’incrocio successivo che non 
sa mai dove ci porta e se ci mantiene 
sulla strada o ci dirada.
E speriamo sempre che sulla terra
rimanga traccia della capanna che un giorno
costruimmo con rami
secchi e sogni condivisi.
Continuiamo a costruire 
anche davanti le macerie
certi che questo sia la vita. 

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