Indifferente. Confessioni di un uomo morto.

di Fabio Lolicato

[ Vi capita mai di vivere delle giornate con una tristezza innata dentro senza saperne il perché o come scacciarla via?]

Anime di nessuno, anime vaganti.
Anime spente e disattese.
Giornate grigie, vicoli oscuri.
Percorsi tenebrosi, circoli viziosi e senza fine.
Si presentano così le giornate corte ma senza fine di un senza speranza.
Cammini, barcollando, sul ciglio della stazione aspettando l’arrivo della Metro delle 20:37.
Spavaldo, guardi i prossimi passeggeri sapendo che saranno loro i prossimi spettatori non paganti del tuo ultimo show.
Molleggi, dietro la linea gialla del marciapiede che demarca la zona di pericolo.
Aspettando, che, anche questa volta, qualcuno accolga la tua strana richiesta di aiuto.
Porgendoti una mano, ricordandoti che l’umanità non è sempre così malvagia come sembra.
“Oggi sono vivo, domani?”.

[Qualcun altro saprà uscire dall’indifferenza? Io non ne sono stato capace.]

Soffia, come fosse leggiadra,
Un soffice vento
Che accompagna le notti incerte dei miei pensieri.

Attraversando il mio animo,
Come se fosse puro.
Allietando le mie sofferenze, 
Come se un pittore riuscisse a dipingere
sul volto più triste il sorriso più bello.

Nasce da lontano,
Ma lo sento sempre più vicino,
Quando, giorno dopo giorno,
Accarezza ogni mio passo.
Conducendomi, sempre, su quella strada 
che porta il mio sguardo.

Su quel cielo, da cui tutto ha avuto inizio.

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