JOKER da Heath Ledger a Joaquin Phoenix

di Salvatore
Di Venti

Tempo di lettura: 2 minuti

Attualmente è nelle sale cinematografiche Joker, il film diretto da Todd Phillips sull’omonimo personaggio dei fumetti DC Comics, interpretato da uno strepitoso Joaquin Phoenix. Ma è una versione inedita del personaggio, scollegata dai film del DC Extended Universe e diversa da quella a cui siamo abituati. 

Ma questa non è una recensione del film, stavolta ho preferito soffermarmi su un confronto tra i due Joker che più hanno lasciato il segno, quest’ultimo (ovviamente) e il Joker di Christopher Nolan, interpretato da un superbo Heath Ledger vincintore postumo del Premio Oscar come “Miglior attore non protagonista” proprio per quel ruolo.

Due Joker molto diversi in due mondi molto simili: quello di Nolan, un’entità malvagia in grado di oscurare le sue emozioni e i suoi pensieri allo spettatore con il solo desiderio di veder bruciare il mondo; l’altro di Philips, più umano, dall’anima trasparente, il cui unico desiderio è vedere felice il mondo che mette in luce i propri stati d’animo condividendoli, in un certo senso, con lo spettatore, il quale assiste alla lenta trasformazione che vede Joker diventare uno spietato assassino.

Due idee differenti che si incrociano in quello che possiamo definire uno dei loro punti in comune, il realismo. Entrambi i Joker infatti sono ambientati in una Gotham City quasi sovrapponibile a una sudicia New York degli anni Ottanta: quartieri segnati da eroina e povertà, omicidi e furti all’ordine del giorno, insomma, una metropoli piegata da un vandalismo cronico e afflitta da un senso costante di precarietà e abbandono.

Il fisico di entrambi i Joker ci dice molto sul loro conto, Joaquin Phoenix ci appare scarno, pieno di lividi e nella trasformazione il trucco da Joker è ben curato e con colori accesi; ha l’attitudine alla danza dopo ogni suo omicidio (ricordando quello di Tim Burton interpretato da Jack Nicholson), come chi l’abbandono lo subisce già da parecchio e sta cercando di uscirne per far posto a una nuova vita; mentre Leadger ha un fisico più possente, con un trucco sfatto, consumato, per niente scintillante, decadente, che rimanda alla geniale idea di creare un sorriso traumatico con due cicatrici, come chi della nuova vita ne ha già fatto la sua forza, portandosi dietro però i chiari segni dell’abbandono.

Uscendo dal cinema ho subito pensato che il film di Todd Philips si sarebbe potuto inserire perfettamente nella trilogia di Nolan, intitolalandosi magari Batman Begings 2  o Joker Begings, avrebbe dato ulteriore spessore al supercattivo e suppongo che avremmo visto tutti con occhi diversi il sequel The dark knight, perchè d’altronde in una società come quella, come si può definire un personaggio buono o cattivo se non vi è correttezza nei comportamenti delle singole persone, ricche o povere che siano?

Fermare Joker nel film di Nolan mentre assassina degli innocenti ti fa Paladino della giustizia, ma non aiutarlo nel film di Philips fa di te un assassino.

Il Joker resta una figura affascinante e sicuramente uno degli antagonisti più complessi nel panorama dei CineComics con attori incredibili che gli hanno prestato il volto. Sicuramente da rivedere i film con Heath Ledger e Jack Nicholson.

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