Kinshasa Makambo – MondoVisioni

di Pierluigi Bizzini

Lo scorso 24 gennaio doveva essere un momento storico per la Repubblica Democratica del Congo: la prima alternanza politica decisa dalle urne dopo l’indipendenza del 1960. Eppure lo stato d’animo dei congolesi ci suggerisce che nei fatti nulla è cambiato: il nuovo presidente, Félix Tshisekedi, non sembra essere quello uscito vincitore dalle nuove elezioni. È bastato un colpo di mano da parte dell’ex-presidente Joseph Kabila per cambiare il risultato delle elezioni, farsi da parte ma mantenere comunque il potere del paese.
Cosa succederà adesso?
I congolesi continueranno a scendere nelle strade, a organizzarsi? “Kinshasa Makambo”, il documentario di Dieudo Hamadi, ci suggerisce che sì, i congolesi continueranno a manifestare, a organizzarsi e interrogarsi sulla natura del proprio popolo e della democrazia nel loro paese. Il regista segue le storie di tre attivisti alle prese con le vicina scadenza del mandato dell’ex-presidente Kaliba: Christian, Ben e Jean-Marie, tre giovani che hanno conosciuto la prigione, l’esilio e le violenze della polizia segreta. Il regista segue in silenzio i tre giovani nel quotidiano fatto di incontri, assemblee e manifestazioni, mostrando dunque allo spettatore la complessità del singolo individuo alle prese con un potere accentratore e soffocante. Illusioni e disillusioni aleggiano come fantasmi negli animi dei tre protagonisti, rendendoceli fragili e umani; ma la storia di Christian, Ben e Jean-Marie è quella di un popolo che non demorde e che al fine di ottenere un cambiamento reale e tangibile, continuerà a lottare e mettere in dubbio ogni futuro leader del paese e il popolo stesso.

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