La bellezza. Trasformazioni.

di Mario Montalbano

Percepiamo la bellezza attraverso tutti e cinque i sensi; questa suscita in noi sensazioni piacevoli e gradevoli. Siamo in grado di riconoscere la bellezza istantaneamente, spontaneamente la nostra mente la lega a un contenuto emozionale positivo.
Il concetto di bellezza varia nel tempo e nello spazio e spesso anche semplicemente da individuo a individuo. Nell’antica Grecia molte sculture riproducevano atleti maestosi, il concetto di bellezza nell’arte classica coincideva con quello di proporzione e misura, e le qualità morali dell’uomo, come il Bene e la Verità, concorrevano a farne un modello di perfezione, degno di rappresentare anche le divinità. Dunque, chi era bello possedeva anche altre virtù che andavano oltre il mero aspetto fisico.

Esiste un canone di bellezza universale oppure la bellezza è totalmente soggettiva?

Per quel che mi riguarda sono convinto che siano i nostri gusti personali e la  percezione che ognuno di noi ha della realtà a guidare i nostri recettori sensoriali. Quando un qualsiasi elemento si trova a essere in sintonia con noi siamo portati a definirlo come bello. In questo senso la bellezza vive di una soggettività non indifferente.
In campo morale il concetto di bellezza merita maggiore considerazione. Alla mia età penso sia inevitabile, per un ragazzo, mettersi continuamente in discussione per cercare di conoscersi meglio e instaurare un rapporto virtuoso con il proprio io. Una persona a me cara un giorno mi disse che, secondo la dottrina di Aristotele, ognuno di noi è bello solo quando è in sintonia con ciò che fa e quando non ha paura a esternare il proprio carattere. Facendo nostro questo concetto possiamo affermare che in tutti noi è racchiusa la bellezza, ma riusciamo a renderla visibile solo quando ci sentiamo completi e soddisfatti, grazie al nostro operato e alle persone di cui ci circondiamo. A mio parere, la bellezza morale è più importante rispetto all’effimera bellezza fisica, perché ci permette di vivere in armonia con gli altri e con noi stessi.
Cicerone diceva: «In un discorso, come in ogni circostanza della vita, non c’è nulla di più difficile che saper vedere la cosa che si addice». È vero che non è facile saperlo individuare, ma non è impossibile, basta solo guardarsi allo specchio e rispettare noi stessi e quello che siamo.

“La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna”.

(Oscar Wilde)


Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: