La causa dell’AIDS è “semplicemente” un virus

di Michele Stella

A volte è necessario un gesto plateale per convincere qualcuno ad abbandonare stigmi e stereotipi. Spesso può essere un atto rivoluzionario, di protesta o un “semplice” bacio. 1991. Fiera di Cagliari. Durante un congresso in cui si discuteva della possibilità che l’AIDS si trasmettesse anche per via orale, l’immunologo Fernando Aiuti afferrò Rosaria Iardino, sieropositiva, e la baciò sulla bocca. Si trattò di un gesto simbolico semplice ma efficace per dimostrare che il virus non poteva essere trasmesso per via orale, abbattendo i pregiudizi sulla trasmissione dell’HIV. Dopo una vita trascorsa in prima linea nella ricerca e nella sensibilizzazione contro l’AIDS, Fernando Aiuti è morto lo scorso 9 gennaio, a Roma.

Bacio tra Fernando Aiuti e Rosaria Iardino, sieropositiva.

Nonostante i progressi della ricerca e della sensibilizzazione, i dati dell’WHO sull’epidemia di HIV e AIDS [1,2,3] stimano che a fronte di 36,9 milioni di persone nel mondo che vivono con il virus, nel 2017 ci sono state 1,8 milioni di nuove diagnosi, 21,7 milioni di persone con l’HIV hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. Il numero di decessi per anno continua a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate, passando da 1,9 milioni nel 2004 a 940.000

(Qui una scheda con i dati ufficiali riguardo la diffusione del virus e l’incidenza della malattia nelle varie aree geografiche del mondo)

Dal 1981 l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone.

Benché sconfiggere l’AIDS sia tra gli obiettivi mondiali per il 2030, il numero di nuove infezioni e quello delle morti non stanno calando abbastanza rapidamente per raggiungere questo scopo. Di AIDS non si guarisce, ma a differenza di molte malattie, l’AIDS si può prevenire. Come ricorda l’Unicef [4], il virus si “nutre” dell’ignoranza e dei luoghi comuni, che ne favoriscono la diffusione.

Cos’è l’AIDS

L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia causata dal virus HIV che aggredisce il sistema immunitario, rendendolo incapace di contrastare le infezioni, e rendendo l’organismo molto sensibile a infezioni cosiddette “opportunistiche”. Ma non tutte le persone sieropositive (che hanno contratto il virus dell’HIV), sono destinate a sviluppare l’AIDS. Ci si ammala soltanto in assenza di cure adeguate. Con una diagnosi tempestiva e l’assunzione costante di farmaci antiretrovirali, si può invece restare portatori del virus con una speranza di vita normale. Attraverso l’assunzione costante del trattamento si riesce ad avere in circolo una carica virale [13] talmente limitata da essere indosabile (i test attualmente utilizzati hanno un limite di rilevabilità di ≈40copie/ml). L’AIDS è stato riconosciuto dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) nel 1981. Ad oggi non esiste una cura o un vaccino per eliminare definitivamente l’HIV dall’organismo [5, 9].

Cos’è l’HIV

L’HIV (human immunodeficiency virus) è un retrovirus dotato dell’enzima trascrittasi inversa che consente la retrotrascrizione di RNA a DNA. È stato identificato agli inizi degli anni ‘80 dagli scenziati Luc Montagnier e Françoise Barré-Sinoussie (entrambi Nobel nel 2008 per questa scoperta) e Robert Gallo. Sono noti due ceppi: HIV-1 e HIV-2, con diversa distribuzione geografica: il primo è più diffuso in Europa, America e Africa centrale, mentre il secondo si trova prevalentemente nell’Africa centro-occidentale. L’HIV è caratterizzato dalla capacità di instaurare infezioni croniche, che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria ed evolvono lentamente ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito mortale: infetta i linfociti CDC4 [14], che subiscono alterazioni e inducono nel tempo l’AIDS [5, 9].

Come si trasmette il virus

HIV è un virus a bassa contagiosità, che per trasmettersi ha bisogno di un’elevata concentrazione di particelle virali vitali. Si trasmette attraverso lo scambio di fluidi corporei infetti, in qualsiasi stadio della malattia. Sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte materno sono fluidi che possono veicolare efficacemente il virus. La modalità più frequente di trasmissione dell’HIV è per via sessuale, in particolar modo con un rapporto sessuale non protetto, soprattutto quando si verificano circostanze aggravanti (ferite dell’apparato genitale, malattie veneree, sesso anale o forme violente di penetrazione).

Può esserci trasmissione del virus anche da madre a figlio attraverso commistio sanguinis in utero, oppure durante il parto o l’allattamento. Sia il liquido amniotico che il latte materno hanno infatti un’alta concentrazione di virus. In assenza di trattamento, il tasso di trasmissione tra madre e figlio è del 25%₆, Tuttavia, laddove viene effettuato un trattamento (anche in combinazione con l’effettuazione di un parto cesareo), e la somministrazione della terapia farmacologica per il neonato, il rischio di trasmissione è stato ridotto all’1% [12].

Corre un rischio molto alto di contrarre l’HIV chi fa uso di droghe per iniezione tramite il possibile scambio di siringhe e aghi infetti, pratica che provoca innumerevoli contagi ogni anno.

L’HIV è stato trovato anche nella saliva, lacrime e urina di individui infetti, ma vista la bassa concentrazione del virus in questi liquidi biologici, il rischio di trasmissione è considerato trascurabile. Lo stesso vale per tosse, sudore, muco e feci [7].

Il virus non si trasmette tramite contatti come strette di mano e baci, è del tutto privo di rischi abbracciare una persona sieropositiva, condividere con essa cibo, abiti o altri oggetti (tranne quelli che possono avere avuto contatto occasionale con il sangue, come rasoi e spazzolini da denti). È infondata anche la credenza che le zanzare possano veicolare l’HIV pungendo in successione persone malate e persone sane₇.

La situazione in Italia

Secondo i dati dell’ISS, nel 2017, sono state riportate 3443 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti [11]. Dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono stati segnalati quasi 70.000 casi di AIDS, di cui oltre 44 mila decessi fino al 2015. Nel 2017 sono stati diagnosticati 690 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti [11].

In poco più di 30 anni è stata molto rapida la risposta della società scientifica che si è organizzata per comprendere meglio e cercare di risolvere il fenomeno HIV/AIDS. Velocemente si è intuito come fosse di fondamentale importanza bloccare i meccanismi di replicazione del virus inattivando gli enzimi chiave: le trascrittasi inversa₈. Oggi è ancora lontana la realizzazione di un vaccino efficace capace di eradicare l’HIV dall’organismo, sia per il ciclo biologico complesso dei retrovirus, sia per l’altissima variabilità del virus stesso.

Le strategie in possesso più efficaci riguardano la prevenzione e sono basate sia su metodi volti ad evitare l’esposizione al virus, o sull’utilizzo d farmaci antiretrovirali utilizzati come Profilassi Post-Esposizione (PEP).

L’uso dei dispositivi di profilassi come i preservativi (sia maschili che femminili) riduce fortemente il rischio di esposizione e contagio. Un altro metodo preventivo, è conoscere il proprio stato attraverso il test HIV, un esame veloce, gratuito e anonimo, che permette, in caso di sieropositività, di intraprendere un percorso di cura tempestivo, migliorando così le possibilità di successo dei trattamenti farmacologici ed evitare di veicolare il virus inconsapevolmente.

Come se non bastasse la difficoltà di mettere a punto una cura definitiva contro la malattia, fin dalla sua comparsa, l’AIDS ha avuto anche un fortissimo impatto sociale. Il contagio è stato associato fin dalle origini con comportamenti etichettati come trasgressivi, come la promiscuità sessuale, il differente orientamento sessuale, il consumo di droghe e di conseguenza gli affetti hanno subito giudizi discriminatori e stigmatizzanti.

Discriminare un essere umano perché ha contratto l’HIV/AIDS, o è membro di una famiglia in cui vi sono persone infette, o appartiene a una categoria a rischio, costituisce la violazione di un diritto umano individuale ed è segno di profonda ignoranza.

La causa dell’AIDS è “semplicemente” un virus (HIV), e l’arma principale che abbiamo per combatterlo, oltre al progresso medico-scientifico, è la diffusione della cultura della prevenzione.

Come interessante approfondimento consiglio la lettura dell’articolo di Gabriella Motta Il Diritto di sapere. Contagio AIDS: quali conseguenze penali?

Dichiarazione di Durban, documento del 2000, sottoscritto da oltre 5.000 tra medici e scienziati, che afferma che il virus HIV è la causa dell’AIDS.

NOTE E BIBLIOGRAFIA

  1. https://www.who.int/hiv/data/en/
  2. www.epicentro.iss.it/aids/epidemiologia-mondo
  3. http://www.unaids.org/sites/default/files/media_asset/unaids-data-2018_en.pdf
  4. https://www.unicef.it/
  5. http://www.unaids.org/en
  6. Byers RH Jr1, Caldwell MB, Davis S, Gwinn M, Lindegren ML. Projection of AIDS and HIV incidence among children born infected with HIV. Stat Med. 1998 Jan 30;17(2):169-81. PMID: 9483727
  7. http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?lingua=italiano&id=164
  8. Barré-Sinoussi, F., Ross, A. L., & Delfraissy, J.-F. (2013). Past, present and future: 30 years of HIV research. Nature Reviews Microbiology, 11(12), 877–883. doi:10.1038/nrmicro3132 
  9. The Durban Declaration. (2000). Nature, 406(6791), 15–16. doi:10.1038/35017662 
  10. http://www.anlaidsonlus.it/nazionale/
  11. www.epicentro.iss.it/aids/epidemiologia-italia
  12. S. Duncan, R. Jones; M. McIntyre; A. Pilsniak; J. Trott; N. Desmond, Managing HIV in pregnancy in a community-based sexual health clinic: a decade in review., in Int J STD AIDS, vol. 23, nº 11,novembre 2012, pp. 806-9, DOI:10.1258/ijsa.2012.011466, PMID 23155101.
  13. Carica virale è il termine che indica la quantità di HIV nell’organismo ed è espressa dal numero delle copie di virus per millilitro di sangue (copie/ml). Una carica virale di 10.000 copie per millilitro di sangue è considerata bassa, mentre una di 100.000 è considerata alta. Più alta è la carica virale, più linfociti CD4 saranno colpiti dal virus e maggiore sarà la possibilità di ammalarsi di AIDS. La terapia anti-HIV è considerata efficace quando la carica virale diventa non rilevabile, o negativa o azzerata.
  14. CD4 – Sono un tipo di linfociti (globuli bianchi). Il virus Hiv li utilizza per riprodursi e così facendo li distrugge. Il valore dei CD4 indica il numero di CD4 per millilitro di sangue (CD4/ml). La conta dei CD4 è un esame diagnostico e permette di stabilire se è in atto un danno al sistema immunitario. Una persona sana ha in media tra i 500 e i 1.200 CD4 per millilitro di sangue.

www.lila.it – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS

https://it.wikipedia.org

www.treccani.it

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