La fabbrica del vinile. Nirvana-Nevermind

“Nevermind”: non ci pensare. In certe occasioni è meglio non pensarci, è meglio farsi trasportare dalla musica e liberare la mente per purificare l’anima.

Lo aspettavo da diverso tempo, era già nella mia lista degli “immancabili” finché non è arrivato il suo momento. Può sembrare banale, può sembrare scontato ma questo vinile deve essere presente nella mia collezione e lo consiglio a tutti voi.

Solito rito: spacchettare, curiosare tra i contenuti (molto minimal) e poi subito sul giradischi, pronto ad essere ascoltato e riascoltato.

La “botta” di Kurt Cobain è veramente forte, c’è rabbia, inquietudine, dolore, atroce dolore, il tutto riassumibile nei primi secondi della prima traccia di questo capolavoro dei Nirvana, “Nevermind”.

Questo album esce nel Settembre del 1991, Kurt Cobain alla voce e alla chitarra, Krist Noveselic al basso e Dave Grohl alla batteria. A 25 anni scrivono la storia del rock, un’ora di pezzi semplici tecnicamente, ma trasformati in capolavori dalla voce tremolante, rauca e timorosa.

Si inizia con i quattro accordi di “Smell like teen spirit”, quattro accordi sputati fuori in uno sfogo turbolento che unito alla batteria di Grohl e all’assolo di chitarra suonato con il cuore creano forse il pezzo rock più conosciuto degli anni 90. Come dichiara lo stesso Cobain: “scalfire l’apatia, stabilire comportamenti e relazioni autentiche, diventava l’obiettivo di una lotta che va avanti canzone dopo canzone”.

Dopo un primo capolavoro ne segue subito un altro “In Bloom” con un giro di basso che rappresenta perfettamente il disagio di Cobain, grazie anche all’assolo acidissimo, al ritornello e all’urlo che rendono questa canzone memorabile.

Per un attimo si cambia registro con “Come as you are”, per poi ritornare sulla stessa linea con “Breed”, la rabbia si percepisce ormai a pelle e restare fermi è impossibile, si salta, ci si muove, è proprio questo che Cobain intendeva con “musica fisica”. Tra le urla, i giri di basso, la chitarra di ispirazione punk e la batteria che sembra uno schiacciasassi arriviamo a “Lithium”, un mix tra le  melodie di  “Come as you are” e la rabbia di “In Bloom”. L’album scorre velocemente con un’alternarsi di finta tranquillità e di urla piene di rabbia di Kurt Cobain. Grazie a queste melodie i Nirvana sono passati dall’essere tre ragazzi di una band di provincia a fenomeno planetario, hanno trovato la ricetta magica per compiere quel miracolo fatto di libertà punk, potenza, compassione, angoscia e rabbia.

Ci sono tante storie dietro “Nevermind” e i Nirvana, ma quello che mi sento di dire è che questo album è un puro e semplice capolavoro che non ci si stanca mai di ascoltare, di suggerire, di avere nella propria collezione, un po’ come un amuleto in grado di liberare la mente, di proteggere dall’assedio della bruttezza, della stupidità, della superficialità.

Pino Puglisi

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