La fabbrica del vinile. Red Hot Chili Peppers – Californication

Quando hai bisogno di un po’ di carica per affrontare al meglio la giornata non è facile scegliere il gruppo giusto, però con loro vai sul sicuro, a qualsiasi ora del giorno li ascolti ti trasmettono quel piacevole sentimento di libertà, di potenza, di energia che li rispecchia perfettamente.  Sicuramente state pensando ai magici Rolling Stones, ma invece oggi è il momento di rispolverare i Red Hot Chili Peppers.

Come con tanti gruppi di cui vi ho parlato la mia opinione è fuorviante e nettamente di parte, ma è impossibile non innamorarsi di un gruppo del genere, il loro sound è inconfondibile, lo potresti riconoscere dalla prima nota, tutto grazie all’incastro perfetto tra il groove incantatore della batteria di Chad Smith (uno dei miei batteristi preferiti) e il folle basso “slappato”* di Michael Peter Balzary, meglio conosciuto come Flea, che mescola groove funk con durezza e velocità punk.

A completare questo quadro perfettamente dipinto da batteria e basso c’è la voce carismatica di Anthony Kiedis e la chitarra di John Anthony Frusciante Jr. (sostituito nel 2009 da Josh Adam Klinghoffer) definito uno dei nuovi tre Guitar Gods dalla rivista Rolling Stone, i quattro avevano ormai creato una sorta di linguaggio, di empatia, tutta loro.

Ho scelto Californication come primo album dei RHCP da aggiungere alla mia collezione di vinili, di sicuro non si sbaglia, nonostante siano tanti gli album da ascoltare e da avere, questo è definito il loro album più commerciale. Se si ascoltano i vari album incisi durante i loro 35 anni di carriera è possibile notare le notevoli differenze, ma nonostante ciò rimangono ancora oggi un gruppo fenomenale da ascoltare e soprattutto da seguire. Questa volta non mi dilungo sulle singole canzoni o sugli aneddoti dei RHCP, ci sarebbe da perdere un’intera giornata, ma vi consiglio vivamente, dopo aver letto questo articolo, di ascoltarli e lasciarvi trasportare. Se poi avete la possibilità di vederli dal vivo, non pensateci due volte, fatelo!

«Se i peperoncini sono per voi un sentimento, una sensazione o una forma di energia, avete indovinato. Ma se per voi sono semplici vegetali, anche quelli hanno così tante connotazioni.» Anthony Kiedis.

*lo slapping o slap è una tecnica specifica degli strumenti a corda, in particolare basso elettrico e contrabbasso, cui si alternano “strappi” e percussioni con il pollice alle corde di uno strumento.

Pino Puglisi

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