La manita del Barça

La Liga spagnola è, indubbiamente, uno dei campionati più importanti del mondo, a parer di molti il migliore in quanto a qualità espressa in campo. Le rose dei club più blasonati vantano la presenza dei migliori calciatori del mondo in ogni ruolo, il Real Madrid e il Barcelona rappresentano il vessillo del calcio iberico: qualità, classe, talento e gioco spettacolare.

Durante l’ultima domenica del mese scorso, è andato in scena il “clasico” di Spagna, la sfida delle sfide, una partita che si nutre della sua storia. Innumerevoli i campioni che hanno indossato le maglie del club più titolato al mondo e di quella,che di fatto, è la nazionale della “Catalunya”: Real contro Barça. Il fascino che suscita questa sfida nasce dalle strade tanto quanto dai palazzi reali, i castigliani rappresentati dalla squadra di Florentino Perez e il movimento indipendentista catalano.

Quest’anno, i due club hanno cominciato la stagione percorrendo strade diametralmente opposte: i Blancos, dopo aver raggiunto nella precedente stagione il tris di Champions consecutive con, protagonista in tutte le edizioni, Cristiano Ronaldo e un allenatore dal destino segnato, Zinedine Zidane, stanno subendo il colpo di queste due grandi assenze, ma non soltanto per l’aplomb che avevano sull’ambiente e sulla squadra, quanto per avere delimitato la fine di un ciclo tra i più vincenti della storia del calcio. Il Barcellona in estate ha dovuto dire addio al suo capitano Don Andres Iniesta, ormai, un pezzo di storia del Barcellona e della Spagna, una figura emblematica del calciatore modello e della fierezza per le proprie origini. Dall’altro lato, invece, un nuovo capitano, per molti, anche per il sottoscritto, il giocatore più forte di tutti i tempi Leo Messi, che purtroppo ha dovuto saltare il match per una frattura al radio. Una squadra che ha ritrovato gli stimoli giusti, che da l’impressione di essere decisa a voler arrivare fino in fondo in Champions League. Questi ultimi hanno dato un segnale netto al campionato vincendo la sfida per 5-1, un risultato che è costato la poltrona a mister Lopetegui, il quale, dopo aver lasciato alla vigilia del mondiale di Russia “La Roja”, la nazionale spagnola, causa esonero dovuto all’ufficialità della chiusura della trattativa con il club madridista, vede sgretolarsi e concludersi un 2018 per lui da dimenticare. Durante i 90’ minuti la squadra ha cercato di salvare il proprio allenatore ma la sfortuna e la travolgente armata blaugrana hanno sancito la sua fine. Il pistolero Suarez, autore di una tripletta, è stato indubbiamente il migliore in campo, permettendo alla sua squadra di allungare ulteriormente sui rivali. Sergio Ramos e compagni si sono arresi davanti ad uno stadio stracolmo di tifosi che al momento della manita hanno alzato le braccia al cielo esibendo un 5 al presidente del Real presente al Nou Camp.

Si prevede un’inversione di rotta in Spagna come in Europa, sia la stagione del sesto pallone d’oro della pulce? Nell’attesa abbiamo goduto di un Barcellona marziano anche senza il suo capitano, la sua stella, il messia del calcio.

Valerio Adamo

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