La musica che distrugge le barriere e abbatte l’odio.

di Pino Puglisi

A un giorno dalla data di pubblicazione di questo articolo mi ritrovo ancora a dover scegliere di chi parlarvi per incuriosirvi o semplicemente per farvi conoscere qualche artista che non avete mai ascoltato.
Visto che per il mese di agosto il blog terramatta.net andrà in vacanza, ho deciso di stravolgere un po’ le carte in tavola e non rispettare il mio format; d’altronde il bello di scrivere per questa bella realtà che è Terra Matta e il suo blog è proprio quello di essere libero e poter scegliere come meglio gestire la propria rubrica.

Quello che ha contraddistinto questi giorni e che ha turbato un po’ tutti (anche se in realtà si sapeva già) è stato l’odio e la violenza verbale che straborda sui social; la pagina Facebook di Terra Matta, in seguito alla pubblicazione di un articolo sulla questione della Sea Watch 3 (che potete trovare qui), è stata travolta da quasi duecento beceri commenti.

Per questo motivo avevo un unico pensiero fisso in mente, la volontà di rispondere attraverso la musica, quella musica che distrugge le barriere e riesce ad abbattere l’odio, unica ancora di salvezza dove poterci rintanare per raccogliere i nostri pensieri.

Quando ascolto la musica riesco a isolarmi, distaccarmi dal mondo, alleggerirmi, inizio a raccogliere i pensieri e a ordinarli, a riflettere, tirarmi su di morale. Non so se capita anche a voi, ma spero di si e consiglio a tutti di provarlo. Chiudetevi in una stanza, in macchina o dove preferite e ascoltate della buona musica, incuriositevi, informatevi, isolatevi e iniziate a riflettere, a chiarire i pensieri; lì capirete che tutto questo odio non porta a nulla se non ad auto-distruggerci.

Non posso che lasciarvi con due consigli musicali. Il primo perché sono reduce da un loro live e riguarda i Dream Theater. Se siete amanti della tecnica, curiosi di cosa l’essere umano sia capace di fare ribaltando tutti gli schemi musicali classici (dimenticatevi del tempo in 4/4) è il gruppo adatto da ascoltare, anche solo per curiosità. 

Il secondo riguarda gli Skunk Anansie. Purtroppo la coincidenza della data non mi ha permesso di godere del loro live, ma dovevo scegliere, e chissà quando mi ricapiterà di riascoltare i Dream Theater dal vivo.
Fortunatamente esiste il web che non crea solo dei mostri ma genera anche tanta bellezza, come la possibilità con un click di ascoltare gli Skunk Anansie: siamo sempre sul rock, ma un rock diverso dai Dream Theater, molto più “romantico” nonostante l’apparente aggressività.

Buone vacanze a tutti, ma soprattutto ascoltate tanta musica per spazzare via questo odio dilagante, e se avete la possibilità di godere di qualche live, non perdete questa occasione!

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