La salute del Pianeta passa anche dalla tavola.

di Clara
La Licata

Quotidianamente aria, acqua e terra sono minacciate delle emissioni inquinanti degli impianti di produzione e delle automobili. Ma sapevate che a inquinare di più sono invece gli allevamenti intensivi di animali?

Questi, infatti, producono gas serra (comprendente metano, protossido d’azoto e anidride carbonica) e ammoniaca. Metano e protossido di azoto derivano dai gas prodotti durante la digestione degli animali e dai processi di trasformazione, soprattutto anaerobica, che avvengono negli escrementi. L’ammoniaca, invece, proviene dalle emissioni generate dai reflui zootecnici e dai fertilizzanti chimici usati per le coltivazioni destinate alla produzione dei mangimi. È stato calcolato che il settore agroalimentare è responsabile del 25% circa dei gas serra, mentre la produzione, soprattutto intensiva, di alimenti di origine animale causa il 14% di tutte le emissioni e questi dati potrebbero addirittura raddoppiare entro il 2050 (1). Negli ultimi 40 anni l’agricoltura intensiva ha distrutto quasi un terzo delle terre coltivabili del nostro pianeta, e pensate che per formare solo 2,5 cm di suolo nuovo la natura ci impiega più di 500 anni.

Il riscaldamento globale, l’acidificazione dei terreni, oltre l’ormai sempre più dilagante presenza di plastica in ogni angolo del pianeta stanno mettendo quest’ultimo in serio pericolo e per salvaguardarlo dobbiamo agire subito.

La salute della terra però passa anche dalla tavola, quindi la prima cosa da fare è cambiare le nostre abitudini alimentari limitando il consumo di carne. Dai dati dell’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è emerso che in Italia vi è un consumo di circa 110 grammi al giorno di carne (2). Secondo uno studio della Commissione EAT-Lancet su cibo, pianeta e salute, presentato a Oslo lo scorso gennaio, è necessario diminuire drasticamente -entro il 2050- il consumo di carni rosse e zucchero e raddoppiare invece quello di frutta, verdura, noci e legumi, così da impedire il collasso del pianeta Terra. Quindi, sostanzialmente, la cosiddetta “dieta planetaria” si fonda su principi che ricercatori e nutrizionisti hanno più volte raccomandato.

Inoltre dal lavoro di questi esperti a livello mondiale sui temi della salute e della sostenibilità è nato un documento che possiamo considerare come una guida per nutrire in modo sano tutta la popolazione mondiale, rispettando contemporaneamente anche la salute del pianeta. L’applicazione di poche regole comporterebbe, entro il 2050, una riduzione delle emissioni di gas serra a livelli compatibili con quelli stabiliti nell’accordo di Parigi e un miglioramento della salute delle persone (3). In realtà il potenziale di riduzione è maggiore se si considerano anche gli effetti indiretti che questa rivoluzione nell’ambito dei nostri consumi alimentari può avere. Infatti, la superficie usata per l’allevamento, compresi pascoli e terreni destinati alla produzione di mangimi, conta fino all’80% dei terreni agricoli del pianeta. Riducendo il consumo di carne queste aree potrebbero essere riutilizzate per la coltivazione di cereali, legumi, frutta e verdura destinati al consumo umano diretto.

Tutto questo, però, non vuole essere un invito al vegetarianesimo piuttosto lo scopo è quello di richiamare l’attenzione sull’importanza di un riequilibrio dei consumi animali. La carne infatti costituisce una parte importante di una dieta equilibrata rappresentando una fonte proteica di alto valore biologico, con ferro presente in forma immediatamente assimilabile e inoltre è un’ottima fonte di vitamina B12, fondamentale nei processi di formazione dei globuli rossi e per le cellule del sistema nervoso.

Greta Thunberg, l’attivista svedese sedicenne che lotta per il clima, ha affermato:
«Agire è l’unico modo per vedere un futuro. La maggior parte delle persone continua a fare quello che fa perché non ha la minima idea delle vere conseguenze delle azioni che compiamo nella nostra vita quotidiana e non capiscono quanto debba essere rapido il cambiamento».

(1): https://ilfattoalimentare.it/consumo-carne-latte-greenpeace.html

(2): https://ilfattoalimentare.it/carne-rossa-salumi-consumi.html

(3): Safeguarding human health in the Anthropocene epoch: report of The Rockefeller Foundation-Lancet Commission on planetary health. Lancet. 2015 Nov 14;386(10007):1973-2028. Whitmee SHaines ABeyrer CBoltz FCapon AGde Souza Dias BFEzeh AFrumkin HGong PHead PHorton RMace GMMarten RMyers SSNishtar SOsofsky SAPattanayak SKPongsiri MJRomanelli CSoucat AVega JYach D.


Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: