La straordinaria Juve e il derby della Madonnina

di Gianluca Balistreri

È arrivata l’ora del derby della Madonnina e dopo tanto tempo si tratta di una sfida tra due squadre che lottano per la Champions.

La sponda rossonera arriva dopo ottimi risultati, la compagine guidata da Gattuso si è avvicinata anche alla seconda posizione, occupata dal Napoli, e finalmente i tifosi sognano e tornano a pensare in un grande futuro.
Per il momento le mosse di gennaio sono state azzeccate al 100% e forse più.

Invece, la sponda nerazzurra non è nel suo momento migliore, le voci di un nuovo allenatore, del suo ex capitano e del suo agente (Mauro Icardi e Wanda Nara) non aiutano per nulla.
La reazione c’è stata, non vogliono rovinare l’intera stagione e la futura, ci aspettiamo un derby appassionante come i bei vecchi tempi.

Il Napoli ha sbagliato un po’ troppe partite, il gioco c’è ma si soffre un periodo di mal di gol. Probabilmente la sconfitta nello scontro diretto con la Juve ha causato una flessione con il campionato ormai sfumato, ma attenzione alle inseguitrici sempre più vicine.
Koulibaly su Instagram ha chiesto la massima concentrazione dopo la partita contro il Sassuolo, di seguito ha scritto:
“Bravi a trovare il pareggio e ad evitare la sconfitta: sappiamo che in Campionato non dobbiamo abbassare la guardia. Ed è quello che faremo fino all’ultima giornata”.
C’è stato anche uno sfogo del nuovo capitano Insigne successivamente a delle critiche ricevute:
“A Napoli ho sempre ricevuto critiche, dispiace, ma vado avanti. Se mi si accetta così bene, altrimenti non ci posso fare niente[…]” che ci sia un futuro lontano dalla campania?

La Roma ha cambiato l’allenatore che l’anno scorso li ha portati ad un passo dalla finale di Champions, dopo l’eliminazione delle stessa in questa stagione agli ottavi con un rigore dubbio non fischiato al 120° che avrebbe potuto cambiare tutto.
A sostituire Eusebio Di Francesco torna Sir Claudio Ranieri, non ha bisogno di presentazioni, un grande allenatore romanista. Io, sinceramente, non avrei mai cambiato in questo momento così delicato. Le colpe non sono di Di Francesco ma dell’insieme tra una società poco presente e un mercato che non si è dimostrato all’altezza. A seguito dell’allontanamento del mister sono seguite le dimissioni del DS Monchi.

La Lazio, con una partita in meno, si trova molto distante dalla Champions, ha ritrovato il bel gioco ma non ancora i risultati e i tanti gol.
Sono usciti dall’Europa League ai sedicesimi, zona Champions distante e in bilico per l’Europa League, in lotta con tante squadre. Deve cambiare passo per non distruggere i progressi fatti negli ultimi anni.

Atalanta e Torino ci hanno preso gusto, si trovano a 3 punti dalla Roma e momentaneamente davanti alla Lazio e lottano per l’Europa.
Giocano un calcio diverso, ma non troppo. Mi spiego: la Dea gioca un bellissimo calcio ma fatto di tantissimo agonismo, con il secondo migliore attacco dietro soltanto ai marziani della Juventus. Il Toro è per un gioco meno bello ma più pratico, più “feroce”, la dimostrazione sta nella classifica dei falli effettuati e lo sblocco psicologico del Gallo Belotti.

La zona Europa si conclude con Samp e Fiorentina.
I blucerchiati ogni anno vendono i giocatori migliori e difficilmente possono fare meglio di così, trascinati da Quagliarella che a 36 anni ha segnato il record per reti realizzate in campionato (20) e si trova, al momento, in testa alla classifica marcatori.
I viola sono una squadra piana di giovani, il gioco sembra migliorare, stanno crescendo ma anche loro difficilmente questa stagione faranno meglio, sembrano un gradino sotto le altre. Ancora in corsa per la finale di Coppa Italia dopo il pari casalingo per 3-3 in semifinale contro l’Atalanta.

Zona salvezza scoppiettante tranne per un Chievo sempre più spacciato.
Frosinone, Bologna, Empoli, Spal ed Udinese lottano più che mai, è molto complesso capire chi si salverà.
Per il momento quelle più in difficoltà sembrano Empoli e Frosinone, ma è sufficiente una vittoria per cambiare tutto, umore l’entusiasmo corretto per conquistare la salvezza sperata.

Concludiamo con la Juve che gioca un campionato a sé, dove vince senza convincere, grazie ai singoli e alla mentalità.
Dimostra una grande mentalità e forza in Champions che dopo un pessimo 2-0 in casa dell’Atletico Madrid, ribalta tutto a Torino con un sontuoso 3-0 (tripletta di Cr7) giocando in maniera splendida e una coralità di grande squadra unita.
Complimenti alla vecchia signora che continua a sognare in Europa e soprattutto complimenti a Massimiliano Allegri sempre criticato compie l’ennesima rimonta e miracolo sportivo.

Buon campionato a tutti.

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