La vita è bella. Al cinema con Salvo.

Lingua originale: italiano, inglese, tedesco
Paese di produzione: ItaliaAnno: 1997
Durata 124 min (versione cinematografica)
119 min (Home video)
Rapporto: 1,85:1
Genere: drammatico, storico, commedia
Regia: Roberto Benigni
Soggetto: Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Sceneggiatura: Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Produttore: Elda Ferri, Gianluigi Braschi

«La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore» ecco la celebre frase del testamento di Lev Trotsky che dà il nome al film vincitore nel 1997 di tre premi Oscar diretto dal divertente e bravissimo Roberto Benigni, che interpreta magistralmente il protagonista Guido Orefice, autore di due grandi imprese nel corso della pellicola.

Nella prima parte del film lo spettatore assiste alla nascita della favolosa storia d’amore tra Guido, italiano di origine ebraica trasferitosi ad Arezzo con il sogno di aprire una libreria, e la giovane e bella maestra elementare di nome Dora (Nicoletta Braschi).

Ecco quindi la prima grande impresa del nostro protagonista, quella di esser riuscito a catturare il cuore della fanciulla con simpatici stratagemmi, buffi travestimenti e quel tormentone che parecchi di noi avranno utilizzato almeno una volta per far felice la propria amata, il famoso “BUONGIORNO PRINCIPESSA”. Insomma, Guido è l’esempio vero e proprio dell’uomo che uno stupido sognatore vorrebbe diventare.

Dopo il matrimonio, nonostante l’invasione nazista, il film è un susseguirsi di splendide scene che ritraggono una famiglia felice, dalla nascita di Giosuè Orefice (Giorgio Cantarini) all’apertura della libreria tanto voluta da Guido. Ma la Storia non tarda molto a intaccare la felicità familiare e Guido, il figlioletto e in seguito anche Dora vengono catturati e deportati in un lager nazista.

Proprio a questo punto proverete una tristezza infinita per quello che state guardando, ricordando gli orrori commessi dall’uomo, ma – ed è proprio questa la forza del film – non smetterete di avere il sorriso stampato sulle labbra. Vi chiederete come sia possibile?
Ed ecco la seconda grande impresa di Guido: far vivere al proprio figlio l’orrore del campo di concentramento fingendo di partecipare a un gioco a premi e raccontare allo spettatore la crudeltà della guerra come fosse una favola che lascia quel briciolo di malinconia ma anche tanta, tantissima forza nei nostri cuori per poter superare qualsiasi difficoltà e non permettere che possano ripetersi mai più azioni simili.
Il film regala a tutti noi attimi di limpida comicità, come a farsi beffa di qualsiasi forma di fascismo, e ci fornisce le armi migliori per poter combattere la crudeltà, i sorrisi e la complicità.

Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla. Come in una favola c’è dolore, e come in una favola è piena di meraviglia e di felicità

Salvatore Di Venti

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