L’anima gemella. Quesiti di vita.

Ho sempre pensato che la storia dell’anima gemella fosse un’illusione bella e buona. L’idea che esista qualcuno creato su misura per noi, spaccato via dal nostro corpo da divinità gelose e in attesa di essere ritrovato nel mondo mi ha sempre fatto un po’ ridere. Non è cinismo adulto, lo penso da quando sono adolescente e partendo da una semplice osservazione.

Vengo da un paesino di 600 abitanti sulle colline piemontesi, con due strettoie e un cumulo di case fatiscenti intorno. Dei miei amici d’infanzia alcuni sono scappati, altri (molti) sono rimasti e si sono sistemati. Fidanzamenti, matrimoni, figli, fiocchi rosa e blu, felicità, eternità. Tutto, incredibilmente, con persone incontrate nel raggio intra-paesano di 2 chilometri.

Com’è possibile, mi sono chiesta mille volte, che tutte queste persone abbiano trovato l’anima gemella così, tra i vicoli del paesello natio? Che fortuna sfacciata, dico bene?

Forse avete già capito il punto, ma ve lo espongo comunque.

Non ho mai pensato ci fosse del falso dietro a un amore eterno con persone che hanno percorso le tue stesse strade da quando eri bambino. O che un legame creato altrove, dopo tante presunte ricerche in uno scenario di possibilità amplificato, fosse più azzeccato e destinato a durare.

Penso invece qualcosa di completamente diverso: che l’anima gemella in quanto tale non esista. Che possiamo essere felici tanto con qualcuno incontrato in altri mondi, dopo ricerche di anni, dopo migliaia di scrutini, quanto con il figlio della Gina che ha fatto l’asilo con noi.

L’anima gemella non è altro che una persona con una combinazione vincente di fattori: affinità culturale e intellettuale, atteggiamento e aspetto che ci attraggono e così via. Se il figlio della Gina ha tutte queste caratteristiche, allora ha tante probabilità di essere la nostra anima gemella quante il principe azzurro incontrato in Erasmus in Norvegia.

Attenzione: va anche da sé che il figlio della Gina non sarà l’unica anima gemella possibile ma solo una delle mille persone a noi compatibili. Perché, appunto, l’anima gemella fatta e finita non esiste.

Ma poi subentrano le tempistiche, gli incastri, un lento lavoro di adattamento reciproco. E allora certo che il figlio della Gina diventa la nostra più perfetta metà: ci siamo incontrati al momento giusto e, partendo da una base accettabile, abbiamo lavorato sul resto. Visto che non avremo mai la possibilità di vivere tutti i possibili legami con tutte le possibili persone compatibili a noi sul pianeta, il figlio della Gina va benissimo. Portate gli anelli!

 

Domanda:

Qual è la vostra opinione sull’anima gemella? Pensate che esista qualcuno fatto su misura per noi da cercare con pazienza o che invece siamo potenzialmente compatibili con milioni di persone? Dove avete trovato la vostra “anima gemella”, se avete avuto questa fortuna?

Penelope Mirotti

mela

Questo articolo ha un commento

  1. Forse dopo vari tentativi ed errori
    Forse ci sono più anime gemelle che cambiano con il tempo. Cambiamo noi e cambia ciò ci aspettiamo dall’altro…
    La tua è una domanda difficile, dalle mille risposte.

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