Libri a Colazione. Le Otto Montagne – Paolo Cognetti

 

Non possiamo avvicinarci al luglio 2018 senza aver letto il Premio Strega del luglio 2017! In questi giorni di primavera che già fanno sognare le vacanze, il mare e appunto la montagna il romanzo di Paolo Cognetti sarà la migliore delle letture e non solo per gli splendidi paesaggi di montagna che il giovane e rustico autore tratteggia.

L’estate scorsa ho deciso di leggerlo un po’ perché conoscevo Cognetti di fama ma non ne avevo mai letto nulla, un po’ incuriosita da un vincitore del Premio Strega così giovane che, come lessi da alcuni articoli del Corriere, era riuscito a mettere in crisi la competitiva ostilità dei suoi concorrenti finalisti ponendosi come compagno di viaggio e non come nemico e proponendo la partecipazione al Concorso come esperienza di vita da vivere con pienezza e coerenza e non come imprescindibile gradino carrieristico. Difficile e originale trovare questo in un premio letterario, spesso sede di narcisismi ed exploit da penne ricercate. Un atteggiamento degno dei lettori di Terra Matta – pensai – così come lo sono i dialoghi, le atmosfere e i messaggi di questo libro.

C’è un ragazzino – che poi diventa uomo – alle prese con il difficile rapporto con il padre burbero e non particolarmente portato per la comunicazione. Padre che però adora la montagna e, come sempre accade, riesce a trasmettere qualcosa al figlio proprio nel linguaggio di ciò che più ama: le vette e l’alta quota. Le parole più belle, tutte quelle che non gli ha detto, affidate ai ghiacciai dove la neve non si scioglie mai. C’è una madre appassionata di lettura e di relazione, che stimola Pietro ad andare oltre la diversità e a cercare una socialità che sola può portarlo a conoscere veramente se stesso. Questa diversità ha un nome – Bruno – ed è affascinante quanto tagliente. Cresceranno insieme e cosa accadrà lo scoprirete tra le pagine.

C’è anche la ricerca di ciò che è vero e di ciò che conta nella vita all’interno delle camminate di Pietro e Bruno e c’è anche quell’immagine che più di tutte mi è rimasta scolpita nella mente: il focolare. Sì perché in fondo questo soprattutto mi è rimasto: che l’uomo non è nulla senza la sua casa, una casa che deve avere ma anche trovare. Capire come la vuole, darle un nome e poi cercarla. Un po’ costruirla e un po’ cercarla perché la casa un po’ la vuoi e un po’ la trovi e molto spesso la trovi solo se la vuoi. E allora buona lettura e che chiunque senza casa legga questo articolo che possa presto trovare la sua casa.

Elena

 

http_%2F%2Fmedia.booksblog.it%2Fe%2Fef3%2Fcopertina-otto-montagne-cognetti.jpg

Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: