Libri all’aperitivo. A misura d’uomo-Roberto Camurri

“A misura d’uomo”, il primo romanzo di Roberto Camurri, non è accogliente fin dalle prime pagine. Inizialmente la scrittura risulta un po’ artificiosa, la storia a tratti quasi scontata. Il primo capitolo lascia il lettore in sospeso, non del tutto soddisfatto, ma con la curiosità di leggerne ancora almeno qualche pagina.

Ma a questo punto scatta qualcosa: il tempo si torce su se stesso e torna indietro di qualche anno, i protagonisti appena conosciuti come giovani adulti sono nel mezzo della loro infanzia, la scrittura diventa più fluida. Il lettore viene così trascinato in un paesino al centro dell’Emilia, perno attorno al quale ruotano e si intrecciano le vite di questi ragazzi e di nuovi personaggi. Ognuno degli undici capitoli, pur connesso a quello precedente, racconta una storia nuova, che parla di un nuovo amore o di una nuova dipendenza, di una nascita o di una malattia, ma in cui senza dubbio si beve molto lambrusco. Così, con un realismo agghiacciante, Camurri dipinge la realtà di un paesino della provincia italiana, e fa arrovellare i suoi personaggi sul più grande dubbio della nostra generazione, quello di restare o scappare.

Questo mese non ho intenzione di consigliare qualcosa da bere nel dettaglio. A mio parere il libro può essere accompagnato da un buon vino rosso fatto in casa da vostro nonno, da vostro padre o da vostri amici. Un vino che abbia un sapore forte e deciso, che ogni sorso sia una sberla, un’epifania, un ritorno costante alla realtà. Il contatto con il corpo e con il mondo che ci circonda è importante se pur a volte doloroso.

Enrica Frigerio

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