Libri all’aperitivo. Divorare il cielo – Paolo Giordano

“Divorare il cielo”, quarto ed ultimo romanzo di Paolo Giordano, parla del rapporto con la propria terra. Descrive la ricerca continua da parte di un gruppo di ragazzi di una vita lontana dalle logiche della città e della società, ma coerente con le proprie idee e i propri valori, in pieno contatto con la natura e la spiritualità.

Il libro percorre le vite dei quattro protagonisti, da un’estate in cui sono ancora dei ragazzini, ad un Natale di più di vent’anni dopo, dove due di loro si ritrovano dopo anni di silenzio e ripercorrono il tempo trascorso insieme. Ma il protagonista indiscusso del romanzo è la Puglia, con i suoi ulivi e i suoi mandorli, e la masseria che ospita l’uno dopo l’altro tutti i personaggi della storia.

Un libro potente che parla di amore e di invidia, di condivisione e di solitudine, di ribellione e di totale accettazione. Una trama che non è mai scontata, ma che prende pieghe improvvise e ti impedisce di smettere di leggere. Un finale commovente che lascia, oltre a un po’ di tristezza, una immensa gratitudine e gioia di vivere.

Al terzo appuntamento di questa rubrica mi trovo a consigliare, come nei precedenti, un altro vino. Questa volta faccio un’eccezione e non mi limito a indicare un vitigno, ma vi invito a provare un’etichetta.

Le righe del romanzo di Giordano mi hanno fatto pensare ad un particolare Negroamaro rosato, “Alberelli de la Santa” – Hiso Telaray IGT, prodotto dalla cooperativa sociale Terre di Puglia. La cooperativa aderisce al progetto nazionale “Libera Terra”, che opera sui terreni confiscati alla criminalità organizzata con l’obiettivo di creare opportunità occupazionali ispirandosi ai principi della solidarietà e della legalità.

Un vino dal colore rosa antico, con una buona morbidezza che avvolge la bocca non appena assaggiato, seguito da una sensazione di freschezza, dai profumi di frutti rossi, agrumi e rosa. Hiso Telaray era un giovane ragazzo albanese, ucciso nel ’99 a soli 22 anni dalla mafia. Non è stato ucciso dalla malattia o piegato dalla fatica come accade a tanti braccianti agricoli: Hiso è stato ucciso dai caporali perché non ha ceduto al loro ricatto.

Enrica Frigerio

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