LIBRI DALLA MIA QUARANTENA (?) – FASE OMBRELLONE

  • Post Comments:0 Commenti
di Aurora Lo Porto

LIBRI DALLA MIA QUARANTENA (?)

Fase Ombrellone

Ed eccoci alla fase tre (leggi il primo cliccando QUI, leggi il secondo cliccando QUI), la fase dell’ombrellone, con o senza plexiglas, e i vicini di ombrellone a 2 metri di distanza, cosa che più che “distanza di sicurezza” andrebbe chiamata “distanza di civiltà”, il che ci permette di avere ancora più spazio per starcene all’ombra a leggere. I miei consigli di oggi seguono una scia diversa, sono libri per farvi rientrare a lavoro con uno sprint in più.

Cominciamo! 

Per i medici o futuri tali:

  • Pappagalli Verdi di Gino Strada. La guerra raccontata attraverso gli occhi di un chirurgo e dalla sua penna. Una riflessione amara sulla realtà di paesi che sentiamo tanto lontani e sulla professione del medico.
  • Appunti di un giovane medico di Michail Bulgakov. Forse molti non sanno che l’autore, prima di dedicarsi alla scrittura, faceva il medico. Questo volume raccoglie proprio alcuni degli episodi vissuti appena uscito dalla facoltà di medicina, quando Bulgakov si ritrovò a dirigere un ospedale rurale nella provincia russa.
Immagine presa dalla recensione di Pappagalli verdi di obiettivoaltrove.com

Per gli insegnanti e gli educatori:

  • L’educazione di Tara Westover. Libro autobiografico nel quale l’autrice racconta di come, grazie allo studio, sia riuscita ad affrancarsi dalla famiglia mormona e si sia creata un futuro.
  • Stoner di John Edward Williams. Il protagonista del romanzo è un docente universitario di umili origini, non aspettatevi grandi colpi di scena o batticuori, è la storia di un uomo qualunque innamorato del suo lavoro e, proprio per questo, ci permette di empatizzare con il protagonista ad ogni pagina.

Per musicisti:

  • Musicofilia di Oliver Sacks. Un saggio nel quale l’autore esplora il legame tra la musica e le funzioni e disfunzioni del cervello umano.
  • Beautiful music di Michael Zadoorian. Danny è un ragazzino dalla vita personale molto complicata, cresciuto nella Detroit degli scontri razziali a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. L’unica cosa che riuscirà a salvarlo e cambiare la sua vita, è la musica. Da brividi il passaggio in cui si ritrova tra le mani Houses of the Holy dei Led Zeppelin.

Per i biologi e i genetisti:

  • Il gene egoista di Richard Dawkins. Saggio scientifico costruito attorno alla teoria dell’evoluzione non fondata sull’individuo ma sui geni. Grande pregio di Dawkins quello di rendere fruibile la lettura anche ai non addetti ai lavori.
  • Il caso o la necessità di Jaques Monod. Livello un po’ più alto (leggi: ho dovuto iniziarlo tre volte per capirci qualcosa) di saggio a cavallo tra scienza e filosofia, che si propone di affrontare i temi basilari della biologia molecolare e della genetica.

Per gli storici dell’arte:

  • La vedova Van Gogh di Camillo Sanchez. La storia di Johanna, moglie di Theo Van Gogh, dopo la morte dei due fratelli a pachi mesi di distanza l’uno dall’altro. È stata proprio lei, la vedova Van Gogh, come la chiamavano, a far conoscere Vincent nel mondo e a far pubblicare le lettere dei due fratelli.
  • Il cardellino di Donna Tartt (vedi puntate precedenti). Un romanzo di formazione, quasi un thriller, che muove i suoi passi da un museo e continua a girare intorno al legame tra il protagonista e l’arte.
Copertina de “La vedova Van Gogh”

Rispondi